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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18357/2026 del 21/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel giudizio di merito, definito in rito abbreviato, un imputato è stato condannato per un fatto di detenzione/traffico di stupefacenti in concorso. La Corte di appello, in parziale riforma della sentenza di primo grado e sull'accordo delle parti, ha rideterminato la pena e ha confermato la confisca di una somma di denaro pari a euro 323.650, ritenuta collegata all'attività illecita. Con il ricorso per cassazione l'imputato ha dedotto violazione di legge e carenza di motivazione, sostenendo che la confisca fosse stata confermata senza un accertamento concreto e individualizzato della sproporzione patrimoniale e della non giustificabilità della provenienza del denaro.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sulla confisca, osservando che la motivazione di merito, richiamata dalla sentenza d'appello, era logica e priva di salti argomentativi: il denaro era stato rinvenuto sotterrato nel terreno di proprietà dell'imputato, insieme alla sostanza stupefacente e con le medesime modalità di confezionamento; non era plausibile che si trattasse di risparmi derivanti da anni di attività commerciale di giardinaggio, poiché tali proventi sarebbero dovuti essere dichiarati e contabilizzati e non occultati in contanti nel terreno. Inoltre, l'occultamento appariva recente e l'entità della somma non era compatibile con il volume d'affari dell'attività familiare, mentre risultava coerente con il traffico di stupefacenti sostanzialmente ammesso dall'imputato. Conseguentemente, oltre alle spese processuali, è stata applicata la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende pari a euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    norma incriminatrice richiamata come base del reato in materia di stupefacenti oggetto della condanna, in concorso ex art. 110 c.p.

  • art. 110 c.p.

    richiamato per qualificare il concorso di persone nel reato di stupefacenti

  • art. 615 c.p.p.

    nessuna interpretazione sostanziale ricavabile; il testo disponibile non riporta una diversa disposizione processuale specifica oltre al dispositivo, quindi non è possibile attribuire ulteriori contenuti normativi

Massime di principio

  • La confisca di somme di denaro può essere confermata quando il giudice di merito fornisca una motivazione concreta, logica e individualizzata sulla riconducibilità del bene al reato o sulla sua non plausibile provenienza lecita, valorizzando elementi fattuali come il luogo di rinvenimento, le modalità di occultamento e la coerenza economica con l'attività lecita dichiarata.
  • La censura di carenza motivazionale è manifestamente infondata quando il ricorso non si confronta con la motivazione specifica della sentenza impugnata e si limita a contestazioni generiche e astratte.
  • In sede di legittimità, la contestazione sulla confisca non può risolversi in una mera alternativa ricostruttiva sganciata dagli elementi di fatto già valutati dai giudici di merito, se la motivazione è immune da aporie o salti logici.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, per legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, determinata in relazione al coefficiente di colpa della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccio
RamiProcesso penaleStupefacenti
IstitutiConfisca

Testo integrale

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