Cassazione Penale, Sentenza n. 22138/2022 del 07/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello avverso la sentenza del Giudice di Pace di Caltagirone del 20/04/2021 per il reato di minaccia. La ricorrente sostiene che il deposito dell'appello è avvenuto il 05/05/2021 (ultimo giorno utile), mentre il provvedimento impugnato aveva rilevato il deposito il 06/05/2021. A supporto la ricorrente ha prodotto un'attestazione di cancelleria (datata 29/11/2021) e documentazione SICP che indicano la data informatica del 05/05/2021; è anche richiamata la dichiarazione dell'avv. Passante sul deposito nella tarda mattinata del 05/05/2021 e l'ipotesi di un errore materiale nella datazione dell'atto cartaceo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Caltagirone. La Corte ha rilevato che la discrepanza tra la data apposta sul documento cartaceo (06/05/2021) e la data informatica registrata nel SICP (05/05/2021), nonché l'attestazione della cancelleria, costituiscono questione di fatto che non può essere risolta in sede di legittimità e devono essere accertate dal giudice del merito per valutare la tempestività dell'appello.
Norme richiamate
termine di 15 giorni per proporre appello
Il termine di 15 giorni per impugnare è centrale nella valutazione della tempestività; secondo la certificazione della cancelleria e la documentazione SICP il termine sembra essere stato rispettato (deposito 05/05/2021).
regime probatorio del deposito e documentazione informatica (SICP) e attestazione di cancelleria
La documentazione informatica e le attestazioni di cancelleria possono risultare decisive per determinare la data di deposito; una discrepanza tra documento cartaceo e attestazione informatica richiede accertamenti di fatto in sede di merito e non può essere definitivamente risolta dalla Corte di Cassazione.
Massime di principio
- Se vi è discrepanza tra la data apposta su un atto cartaceo e la data informatica del sistema di cancelleria (SICP), questa costituisce una questione di fatto che il giudice di merito deve accertare; la Cassazione tende ad annullare e a rinviare quando il fascicolo non permette una decisione definitiva.
- In presenza di termini perentori (es. 15 giorni per l'appello), l'appellante deve produrre ogni elemento probatorio disponibile (stampati SICP, attestazioni di cancelleria, dichiarazioni dell'avvocato) per dimostrare il tempestivo deposito; tali documenti possono ribaltare un'apparenza di tardività risultante dal solo dato cartaceo.
- Gli errori materiali nella datazione dell'atto cartaceo (es. data errata probabilmente apposta per mero errore) possono essere sanati o comunque valutati alla luce della documentazione elettronica e delle attestazioni ufficiali; tuttavia la verifica concreta spetta al giudice di merito.
- La Corte di legittimità evita di decidere su questioni di fatto non pienamente istruite e preferisce il rinvio per nuovo esame quando la prova documentale sulla tempestività è contraddittoria o insufficiente per un giudizio di diritto definitivo.
- In situazioni analoghe è consigliabile richiedere tempestivamente certificazioni di cancelleria e conservare le tracce informatiche di deposito; se possibile, segnalare immediatamente la discrepanza e chiedere al giudice di merito l'accertamento sull'effettivo momento del deposito.
Testo integrale
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