Cassazione Penale, Sentenza n. 28997/2023 del 05/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente era stato ritenuto responsabile dei reati di falsa testimonianza e di intestazione fittizia. A lui si contestava: (a) in concorso con Marco Silvio Squadrito, la formazione di una falsa scrittura privata apparentemente sottoscritta dal defunto Giovanni Lana; (b) attraverso tale scrittura, che modificava una precedente, l'attribuzione fittizia a Caterina Nucera della titolarità di alcuni immobili al fine di eludere l'applicazione di misure di prevenzione; (c) il concorso morale nella falsa testimonianza resa da Squadrito nel giudizio di prevenzione. In Cassazione il difensore eccepiva violazione di legge e vizio di motivazione per mancata considerazione dei motivi d'appello; mancata certezza sull'autore o promotore della falsificazione della firma; mancata individuazione del ruolo del ricorrente rispetto al procedimento di prevenzione; e contestava il trattamento sanzionatorio (aumenti per continuazione ritenuti eccessivi e non motivati).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Torino per un nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che: (i) per configurare il reato di intestazione fittizia occorre un atto idoneo a determinare un trasferimento, anche se fittizio, della proprietà e che una scrittura privata non autenticata e falsificata potrebbe essere inidonea a realizzare tale trasferimento; pertanto va verificato, con nuovo esame delle prove, se la scrittura del 2009 fosse capace di trasferire la "sostanziale" proprietà; (ii) la motivazione sulla presunta partecipazione causale del ricorrente alla falsa testimonianza di Squadrito è carente e non risponde adeguatamente alle doglianze formulate in appello. Di conseguenza la sentenza è stata annullata e rinviata.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, del dl. n. 137 del 2020
Predisposizione del procedimento con contraddittorio scritto in Cassazione in base alla norma emergenziale citata; il procedimento si è svolto secondo tale regime.
norma incriminatrice relativa all'"intestazione fittizia" (disciplina penale/antimafia)
La Corte interpreta che il reato di intestazione fittizia richiede l'esistenza di una "titolarità formale" distinta dalla disponibilità reale e, soprattutto, un atto idoneo a produrre un'apparente trasferimento di proprietà; una semplice scrittura privata non autenticata potrebbe essere inidonea a realizzare tale effetto e quindi non integra automaticamente il reato.
norme penali sulla falsa testimonianza
È necessario accertare in modo motivato il contributo causale del soggetto alla consumazione della falsa testimonianza altrui; la mancata valutazione delle argomentazioni difensive in appello può rendere la motivazione carente.
Massime di principio
- Per il reato di intestazione fittizia non è sufficiente una scrittura privata non autenticata: l'atto deve essere idoneo a far sorgere un'apparente titolarità trasferente la proprietà o comunque la disponibilità sostanziale del bene.
- La prova dell'autore o del promotore di una falsificazione di firma richiede accertamenti specifici: il dubbio sull'effettiva paternità della firma può compromettere la sussistenza dell'ipotesi di reato.
- Quando si contesta il concorso nella falsa testimonianza altrui, la Corte deve fornire una motivazione adeguata e rispondere espressamente alle doglianze svolte in appello circa il contributo causale dell'imputato.
- Il giudice di legittimità può annullare e rinviare la sentenza quando emergono vizi di motivazione o dubbi sulla idoneità degli atti a realizzare il fatto tipico: il nuovo giudizio dovrà esaminare le prove per valutare sia la capacità dell'atto di trasferire la proprietà sia la responsabilità del ricorrente.
- Le doglianze procedurali o di motivazione sollevate in appello devono essere valutate e censite adeguatamente: la loro omissione può costituire motivo di annullamento in Cassazione.
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