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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47115/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza dell'8/04/2022 che aveva rigettato l'istanza ex art. 671 c.p.p. volta al riconoscimento della continuazione in sede esecutiva tra i fatti giudicati con quattro sentenze (reati in materia di stupefacenti e di armi). Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento della continuazione tra la sentenza n.1 e le altre tre sentenze già unificate tra loro dal giudice della cognizione

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato con riferimento al diniego della continuazione. Ha rilevato che il giudice dell'esecuzione aveva equivocato l'oggetto dell'istanza (avendo considerato una diversa unificazione interna invece della richiesta di riconoscimento della continuazione tra le sentenze) e ha disposto l'annullamento dell'ordinanza, rinviando il caso al giudice dell'esecuzione, in diversa composizione, per una nuova e libera valutazione sulla sussistenza degli indici di continuazione secondo i principi affermati dalle Sezioni Unite

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza in sede esecutiva per il riconoscimento della continuazione tra più condanne; va applicata richiedendo un'analisi approfondita e fattuale degli indici di continuazione anche in sede esecutiva

  • art. 81 cpv. cod. pen.

    Riferimento all'istituto della continuazione tra reati (cumulo giuridico); va valutata per ogni singolo reato rispetto agli altri nonostante valutazioni di unificazione già compiute in sede di cognizione

  • Giurisprudenza (Sez. U., n. 28659 del 18/05/2017; Sez. 1, n. 44988 del 17/09/2018)

    Sez. U. Gargiulo Rv. 270074; Sez.1 M. Rv. 273984

    Principi richiamati: in sede esecutiva il riconoscimento della continuazione richiede verifica degli indici concreti (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, finalità e modalità, sistematicità, programmazione). Può legittimamente essere esclusa quando intervengono lunghi intervalli temporali o ripetuti periodi di detenzione che interrompono qualsiasi progetto delittuoso

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva segue gli stessi criteri sostanziali del giudizio di cognizione: il giudice deve valutare gli indici fattuali (omogeneità degli illeciti e del bene giuridico protetto, contiguità spazio-temporale, modalità di azione, sistematicità, programmazione) e non può limitarsi a considerazioni formali
  • La negativa valutazione di unificazione in sede di cognizione tra specifiche categorie di reati (es. armi vs stupefacenti) non esclude automaticamente la possibilità di riconoscere la continuazione tra singoli fatti diversi: è necessaria l'analisi caso per caso
  • L'esistenza di lunghi intervalli temporali o di periodi di detenzione tra i fatti può giustificare il diniego della continuazione se tali elementi contraddicono l'idea di un progetto delittuoso unitario
  • Se il giudice dell'esecuzione fraintende l'oggetto dell'istanza (es. interpreta come richiesta diversa), il rimedio è l'annullamento e il rinvio per nuovo esame: il ricorso per cassazione può avere esito favorevole per vizio di motivazione o travisamento della domanda
  • In sede di decisione sulla continuazione il giudice ha ampia discrezionalità di merito, ma questa discrezionalità deve essere esercitata dopo una valutazione motivata e puntuale dei singoli indici fattuali
  • Chi propone l'istanza dovrebbe documentare e motivare con precisione gli elementi di contiguità e programmazione per facilitare la valutazione del giudice (tempi, modalità, ripetizione, finalità collegate)

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