Cassazione Penale, Sentenza n. 47320/2022 del 14/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Bettoni impugna la sentenza della Corte d'Appello di Milano sostenendo: 1) vizio di motivazione per omessa valutazione dell'attendibilità intrinseca delle dichiarazioni del coimputato Ferrigato; 2) vizio di motivazione per omessa valutazione dell'attendibilità estrinseca delle stesse dichiarazioni (assenza di riscontri); 3) violazione di legge e vizio di motivazione circa la sua responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale, essendo estraneo alla gestione e alla contabilità della società fallita; 4) violazione di legge e vizio di motivazione per mancata dimostrazione del nesso causale tra le operazioni dolose (mancati versamenti a Erario) e il fallimento; 5) vizio nella valutazione delle circostanze attenuanti generiche e nella dosimetria della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la valutazione della Corte d'Appello che aveva ritenuto Bettoni amministratore di fatto di EDILAREA srl, valorizzando documenti (tra cui una lettera di manleva sottoscritta da Bettoni e impegni di pagamento verso Ferrigato) che attribuiscono a Bettoni la qualità di dominus della società. Ha ritenuto irrilevanti le censure sulle dichiarazioni del coimputato in presenza di prove documentali autosufficienti (principio della "prova di resistenza"). Ha poi confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale in relazione all'occultamento/omessa tenuta delle scritture contabili e la configurabilità della bancarotta impropria per operazioni dolose in relazione al sistematico mancato versamento di imposte e contributi che ha contribuito al dissesto (debiti fiscali pari a oltre due terzi del passivo). Ha inoltre escluso la riesamina in Cassazione della valutazione di gravità della condotta e della dosimetria della pena, ritenendole corrette e insindacabili in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato alle spese.
Norme richiamate
art. 2639 cod. civ.
La Corte interpreta la figura dell'amministratore di fatto come soggetto gravato degli stessi doveri e responsabilità dell'amministratore di diritto; pertanto assume la responsabilità anche penale per comportamenti rilevanti addebitabili all'amministratore formale
art. 216, comma 1, lett. b) R.D. 16 maggio 1942, n. 267 (legge fall.)
L'occultamento o l'omessa tenuta delle scritture contabili, se effettuate con dolo volto a recare pregiudizio ai creditori, integra il reato di bancarotta fraudolenta documentale; è autonoma rispetto alla fraudolenta tenuta di scritture
art. 223, comma 2, n. 2, R.D. 16 maggio 1942, n. 267 (legge fall.)
Le "operazioni dolose" possono consistere anche in condotte omissive sistematiche (es. omesso versamento di imposte/contributi) che, pur in presenza di una precedente situazione di dissesto, possono concorrere causalmente al fallimento
art. 40, comma 2, cod. pen.
La responsabilità per omissione è applicabile: l'amministratore di fatto risponde anche per le condotte dolose o colpose dell'amministratore di diritto qualora abbia colpevolmente omesso di impedire o vigilare
art. 41 cod. pen.
Il nesso causale è valutato secondo la regola del concorso di cause: la presenza di una causa precedente efficiente non esclude che un'operazione dolosa successiva contribuisca causalmente al fallimento
art. 62-bis cod. pen.
La Corte ha ritenuto che la gravità della condotta osti al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche
art. 133 cod. pen.
La determinazione della pena è stata effettuata in base ai criteri di cui all'art. 133; la valutazione operata è ritenuta insindacabile in sede di legittimità se congrua e motivata
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. (modificato dalla legge n. 46/2006)
Secondo la giurisprudenza richiamata, in Cassazione è preclusa la deduzione di travisamento del fatto che si risolva in una mera rivalutazione del compendio probatorio; non è consentito sovrapporre la valutazione della Corte di cassazione a quella del merito
Massime di principio
- Le dichiarazioni accusatorie di un coimputato possono essere rese irrilevanti se, anche eliminandole, residuano prove indipendenti sufficienti a sostenere la condanna (principio della "prova di resistenza").
- Chi è riconosciuto amministratore di fatto assume gli stessi doveri e le stesse responsabilità (anche penali) dell'amministratore formale: la sua estraneità formale alla gestione non esclude responsabilità per omissione di vigilanza.
- L'occultamento o l'omessa tenuta delle scritture contabili integra bancarotta fraudolenta documentale quando sia diretta a impedire la ricostruzione della gestione e a recare pregiudizio ai creditori.
- La sistematica omissione dei versamenti fiscali e contributivi può costituire un'operazione dolosa ai sensi dell'art. 223 e concorrere causalmente al fallimento anche se il dissesto era già in atto (concorso causale).
- In sede di Cassazione è limitata la sindacabilità delle valutazioni di fatto e della dosimetria della pena: le critiche che chiedano una rivalutazione del compendio probatorio o della discrezionalità del giudice di merito sono, di regola, inammissibili.
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