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Sentenza

Sentenza n. 654/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento della nota prot.n.-OMISSIS- del 15.12.2020, con cui il Dirigente del Settore Pianificazione e sviluppo del Comune di Lecce ha disposto il rigetto della domanda di proroga ex art.1 comma 682 e 683 L.145/18 proposta dalla società ricorrente in ordine alla Concessione Demaniale n.-OMISSIS-, nonché di ogni ulteriore atto connesso, consequenziale e presupposto ed in particolare ove occorra e nei limiti dell'interesse della ricorrente, della Deliberazione di Giunta Comunale n.-OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202100319

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della domanda di proroga della concessione demaniale marittima sino al 31 dicembre 2033

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego comunale della proroga richiesta ai sensi dell’art. 1, commi 682 e 683, l. 145/2018. Ha dedotto, in primo luogo, che il Comune non avrebbe potuto disapplicare direttamente la normativa nazionale ritenuta contrastante con il diritto dell’Unione europea, essendo tale potere riservato al giudice. Ha inoltre censurato per irragionevolezza e sviamento il riferimento, nel provvedimento, alla pendenza di un procedimento penale concernente i titoli concessori e al sequestro della relativa documentazione, elementi che avrebbero impedito l’avvio del procedimento di decadenza dalla concessione. Infine, ha dedotto la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure. Ha rilevato che le sopravvenienze normative e i più recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di concessioni demaniali marittime hanno definitivamente precluso la possibilità di conseguire la proroga automatica sino al 31 dicembre 2033. In ogni caso, la società aveva integralmente rimosso il chiosco dall’area oggetto della concessione in esecuzione di un’ordinanza dirigenziale; tale rimozione impediva l’esercizio del titolo demaniale secondo la destinazione prevista. Il TAR ha inoltre considerato che il giudice penale aveva accertato l’illegittimità della concessione e del successivo permesso di costruire. La natura formale della decisione ha giustificato la compensazione delle spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 1, commi 682 e 683, l. 145/2018

    La disciplina invocata dalla concessionaria costituiva la base della domanda di proroga automatica della concessione demaniale marittima, ma le sopravvenienze normative e giurisprudenziali hanno escluso la possibilità di conseguire la proroga sino al 31 dicembre 2033.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La violazione del preavviso di rigetto è stata dedotta dalla ricorrente, ma non è stata esaminata nel merito a causa dell’improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione allo svolgimento dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; non assume rilievo nella ratio decisoria.

Massime di principio

  • La domanda giudiziale diretta a ottenere la proroga automatica di una concessione demaniale marittima diviene improcedibile quando sopravvenienze normative e giurisprudenziali abbiano definitivamente escluso la possibilità di conseguire il risultato richiesto.
  • Sopravviene la carenza di interesse alla coltivazione dell’impugnazione del diniego di proroga di una concessione demaniale quando il bene o l’opera destinati all’esercizio della concessione siano stati integralmente rimossi, rendendo impossibile l’esercizio del titolo secondo la sua destinazione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata senza esame dei motivi di legittimità quando il ricorrente non possa più ottenere, neppure attraverso l’eventuale annullamento dell’atto impugnato, l’utilità sostanziale perseguita.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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