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Sentenza

Sentenza del 07/07/2016 n. 4077 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

PROCESSO TRIBUTARIO - ECCEZIONI IN APPELLO - Carenza sottoscrizione avviso - Vizi di nullità - Decadenza - Inammissibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'eccezione è stata dichiarata inammissibile perché proposta tardivamente, soltanto in appello. Nel processo tributario, i vizi di nullità dell'atto impositivo costituiscono motivi di impugnazione e devono essere dedotti nel ricorso introduttivo entro i termini di decadenza previsti dalla legge. In assenza di una specifica disposizione, il giudice non può rilevarli d'ufficio.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato, solo nel giudizio di appello, la validità dell'avviso di accertamento perché sottoscritto da un funzionario dell'Amministrazione finanziaria privo di qualifica dirigenziale. La questione riguardava un presunto vizio di nullità dell'atto impositivo.

Norme richiamate

  • Principio del processo tributario impugnatorio e dei termini decadenziali

    Le nullità degli atti impositivi devono essere fatte valere mediante specifici motivi di ricorso entro i termini di legge; non possono essere introdotte per la prima volta in appello e non sono rilevabili d'ufficio dal giudice, salvo espressa previsione normativa.

  • Disciplina della sottoscrizione degli avvisi di accertamento

    La contestazione relativa alla qualifica del funzionario sottoscrittore integra un vizio dell'avviso di accertamento e, nel giudizio tributario, deve essere dedotta tempestivamente come motivo di impugnazione.

Massime di principio

  • Nel processo tributario, le contestazioni sull'esistenza, validità o regolarità formale dell'atto impositivo devono essere inserite nel ricorso introduttivo, rispettando il termine di impugnazione.
  • Un vizio dell'avviso di accertamento, anche se qualificabile come nullità, non può normalmente essere fatto valere per la prima volta in appello.
  • Il giudice tributario non può rilevare d'ufficio i vizi dell'atto impositivo se manca una norma che gli attribuisca espressamente tale potere.
  • Quando si riceve un atto fiscale, è opportuno verificare subito anche la competenza e la qualifica del sottoscrittore, oltre agli altri requisiti formali, perché le relative contestazioni possono decadere se non vengono formulate tempestivamente.

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