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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05938/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un imputato già condannato dalla Corte di appello per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in lieve entità. Il ricorso per cassazione non attacca la statuizione di merito sulla responsabilità, ma esclusivamente il rigetto dell'istanza di restituzione nel termine per proporre appello. Con un unico motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione e violazione di legge, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe erroneamente individuato la data di cessazione dell'impedimento derivante dall'isolamento domiciliare disposto dalla ASL a seguito di contagio Covid riscontrato nella classe della figlia del difensore, e che pertanto il termine di dieci giorni per chiedere la restituzione nel termine sarebbe stato correttamente rispettato con l'atto depositato il 3 maggio 2021.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondata la censura. Ha condiviso la ricostruzione della Corte territoriale secondo cui l'isolamento domiciliare era cessato il 14 aprile 2021 e, applicando il termine di dieci giorni previsto dall'art. 175 c.p.p. dalla cessazione dell'impedimento, l'appello con contestuale richiesta di restituzione nel termine avrebbe dovuto essere proposto entro il 16 aprile 2021. Il deposito del 3 maggio 2021 è stato quindi considerato tardivo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    Indicato come norma incriminatrice della condanna già pronunciata in appello; la sentenza di legittimità non ne discute il merito, ma solo il contesto processuale della condanna.

  • art. 175 c.p.p.

    Il termine per chiedere la restituzione nel termine decorre dal momento della cessazione dell'impedimento e, nel caso concreto, doveva essere rispettato entro dieci giorni da tale data.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, alla condanna alle spese processuali segue quella al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

  • Corte cost. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata per il principio secondo cui la sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p. presuppone che non vi sia assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • La richiesta di restituzione nel termine per impugnare deve essere proposta entro il termine di legge decorrente dalla cessazione effettiva dell'impedimento che ha impedito il tempestivo esercizio del diritto di impugnazione.
  • Ai fini della restituzione nel termine, rileva la data in cui l'impedimento cessa realmente secondo gli atti, non la diversa data prospettata dalla parte se non supportata da ulteriori obblighi impeditivi.
  • Quando il ricorso per cassazione è manifestamente infondato e viene dichiarato inammissibile, il ricorrente è di regola condannato alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo che emerga assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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