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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05821/2026 del 12/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte esamina il ricorso proposto contro una sentenza di condanna per evasione. L'imputato deduceva, con il primo motivo, violazione di legge sostanziale e processuale e vizio di motivazione sul giudizio di responsabilità, contestando in particolare la sussistenza dell'elemento soggettivo e la mancata applicazione della causa di giustificazione dello stato di necessità. Con il secondo motivo chiedeva il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che il fatto fosse meritevole di esclusione della punibilità. Con il terzo motivo lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 385, comma 4, c.p., assumendo che dovesse applicarsi al caso concreto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo meramente riproduttivo di censure già esaminate e disattese dalla sentenza impugnata, senza un effettivo confronto con la motivazione di merito. Ha reputato inammissibile anche il secondo motivo, perché non si confrontava con la motivazione della corte di appello sull'abitualità della condotta, ostativa al riconoscimento della particolare tenuità del fatto. Parimenti inammissibile il terzo motivo, poiché non si confrontava con le argomentazioni del giudice di merito che avevano escluso l'attenuante dell'art. 385, comma 4, c.p., ritenendola non applicabile nel caso di mero spontaneo rientro presso il luogo di detenzione dopo evasione dalla misura degli arresti domiciliari. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Norma incriminatrice dell'evasione; la sentenza impugnata aveva affermato la responsabilità per tale reato e la Cassazione non entra nel merito per l'inammissibilità dei motivi.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è esclusa quando la motivazione di merito valorizza l'abitualità della condotta.

  • art. 385, comma 4, c.p.

    L'attenuante non è applicabile nell'ipotesi di mero spontaneo rientro presso il luogo di detenzione dopo evasione dagli arresti domiciliari.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il motivo di ricorso è inammissibile quando si limita a riproporre censure già esaminate e respinte dal giudice di merito senza confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. non può essere riconosciuta se la motivazione di merito esclude la non punibilità valorizzando l'abitualità della condotta, purché tale valutazione sia non illogica e correttamente argomentata.
  • L'attenuante prevista per l'evasione non è estensibile in via analogica a fattispecie diverse da quelle tipizzate, come il mero spontaneo ritorno al luogo di detenzione dopo un'evasione dagli arresti domiciliari.
  • In cassazione non è sufficiente contestare in astratto la responsabilità o l'elemento soggettivo: occorre confrontarsi con le rationes decidendi della sentenza impugnata, altrimenti il ricorso è dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEvasione
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustizia
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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