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Sentenza

Sentenza del 06/05/2021 n. 11970 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della cartella di pagamento relativa all'accisa sui prodotti petroliferi trasferiti nei Paesi UE per il 1998, in particolare per il pagamento di ulteriori indennità di mora e interessi maturati dopo la notifica di una precedente cartella divenuta definitiva; successivo ricorso per revocazione della sentenza della Corte di Cassazione, denunciando che la Corte avrebbe omesso di decidere il punto B) del secondo motivo di ricorso (ovvero la tesi sulla irregolarità/irrilevanza del giudicato esterno e sulla necessità di disapplicare norme interne incompatibili con il diritto comunitario, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite n. 26948/2006).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione. Ha ritenuto che la revocazione per omissione sia ammessa solo per errori percettivi (mancata lettura di motivi), mentre nel caso di specie la Suprema Corte aveva esaminato e dichiarato manifestamente infondato il secondo motivo; dunque non si è trattato di una omissione ma di una valutazione di merito non sindacabile in sede di revocazione. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, liquidate in Euro 7.000,00, oltre oneri; richiamo agli obblighi di contributo unificato ai sensi del D.P.R. n.115/2002, art.13.

Norme richiamate

  • art. 395 c.p.c., n. 4

    Norma richiamata ai fini della revocazione: la revocazione per errore di fatto riguarda l'errore compiuto nella lettura degli atti interni al giudizio di legittimità; ammissibile solo se sussiste un effettivo errore percettivo (mancata considerazione di atti/mezzi probatori).

  • art. 391-bis c.p.c.

    Richiamato per le regole sulla revocazione delle sentenze della Corte di cassazione; il principio applicato è che la revocazione è ammessa solo per specifici casi tassativi (es. errore di fatto percettivo) e non per comuni errori di giudizio o diversa qualificazione dei motivi.

  • art. 360 c.p.c., comma 2, nn. 3-4

    Riguarda i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); nel ricorso originario la contribuente aveva invocato queste doglianze (anche con riferimento al ne bis in idem e alla disapplicazione di norme interne incompatibili con il diritto UE), ma la Corte ha valutato tali doglianze e le ha ritenute manifestamente infondate.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-quater e 1-bis

    Norme sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte del ricorrente, se dovuto.

  • Cass. sez. un. n. 26948/2006 (giurisprudenza)

    Sentenza delle Sezioni Unite richiamata dalla ricorrente quale principio processuale/di disapplicazione delle norme interne incompatibili con il diritto comunitario; la ricorrente chiedeva che tale principio fosse applicato per escludere il giudicato esterno, ma la Corte ha ritenuto la censura manifestamente infondata.

  • Cass. n. 9278/2013 e altri precedenti (es. Cass. n. 2425/2006, n. 16003/2011, n. 4605/2013, n. 25560/2016, n. 3760/2018, n. 10184/2018, Sez. U. n. 31032/2019)

    Giurisprudenza citata per delimitare la nozione di revocazione: distinzione tra errore percettivo (ammissibile per revocazione) ed errore di giudizio/interpretazione (non ammesso). La Corte ha ricordato tali precedenti per motivare il rigetto del ricorso di revocazione.

Massime di principio

  • La revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione è ammessa solo per errori 'percettivi' nella lettura degli atti (omessa considerazione di motivi/attestazioni), non per dissensi sulla qualificazione o valutazione giuridica dei motivi: la semplice previsione che la Corte abbia interpretato diversamente un motivo non giustifica la revocazione.
  • Se la sentenza della Cassazione contiene espressa affermazione di aver esaminato e rigettato un motivo (es. definendolo manifestamente infondato), non sussiste omissione e la revocazione è inammissibile.
  • Per ottenere la revocazione per omissione è necessario dimostrare un contrasto oggettivo tra il contenuto degli atti/documenti e quanto effettivamente enunciato nella sentenza (divergenti rappresentazioni dello stesso oggetto), ossia una svista percettiva facilmente rilevabile.
  • Le questioni che attengono alla qualificazione giuridica dei motivi di ricorso (es.: se una doglianza configuri violazione di legge o vizio di motivazione) sono valutazioni di merito non sindacabili in sede di revocazione; tali censura devono essere svolte nei gradi di merito o con altri rimedi impugnatori ordinari.
  • Nel caso di conflitto tra norme nazionali e diritto comunitario la parte che invoca la disapplicazione deve dedurre e dimostrare chiaramente la violazione e la sua rilevanza; la mera richiamata di principi generali (es. Sez. Un. n.26948/2006) non basta se la Corte ritiene la censura priva di fondamento.
  • Prassi consigliata: se si ritiene che la Corte di Cassazione abbia omesso completamente una censura, documentare con precisione l'omissione (citando passi della sentenza mancanti rispetto agli atti) e non limitarsi a sostenere che la Corte ha interpretato diversamente il motivo; in caso contrario, il ricorso per revocazione rischia di essere dichiarato inammissibile.

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