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Sentenza

Sentenza del 06/05/2021 n. 105 - Comm. Trib. Prov. Savona

Riscossione e misure cautelari - liti da riscossione - società di capitali cancellata dal registro delle imprese - responsabilità di soci, amministratori e liquidatori - ambito - art. 2495 c.c. - art- 36, D.P.R. n. 602/73

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento TARI anno 2014 (importo complessivo Euro 3.349,00) per omessa denuncia di detenzione/possesso di unità immobiliari ubicate in edificio in Via R civ.34; censure relative a carenza di motivazione e chiarezza dell'atto, mancata indicazione dei fatti e delle norme violate, errori nel conteggio degli occupanti, assenza della "scheda di accertamento" e vizi nella determinazione e nell'irrogazione delle sanzioni.

La decisione

Accoglimento parziale del ricorso: la Commissione ha ritenuto l'accertamento nel complesso legittimo quanto a natura della pretesa, soggetto passivo e richiamo normativo, ma ha disposto la rideterminazione della Tassa per il 2014 escludendo le unità immobiliari per le quali la ricorrente ha prodotto contratti di locazione con data certa (int.8 Sub.18; int.6 Sub.16; int.4 Sub.14; int.1 Sub.11; int.5 Sub.15 per periodo ott./dic. e box Sub.2 per ott./dic.; box Sub.7 per nov./dic.). Confermata l'applicazione della sanzione nella misura minima prevista dal regolamento (100%). Le spese di lite sono compensate.

Norme richiamate

  • Legge 7 agosto 1990 n.241

    Richiesto il requisito della chiarezza della motivazione degli atti amministrativi; il giudice ritiene che, nonostante alcune imprecisioni lessicali, l'atto impugnato contenga gli elementi essenziali per comprendere la pretesa.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992 n.546

    art.1; comma 1 art.17-bis

    Applicazione delle regole processuali tributarie: il giudice è vincolato alle domande del ricorrente; la mancata proposta di definizione in mediazione da parte dell'ente non costituisce vizio invalidante per i tributi locali.

  • Legge 27 dicembre 2013 (Legge di stabilità) / art.1 L.147/2013

    Il comma 340/art.1 (richiamato dalla Finanziaria 2010 e dalla L.147/2013) stabilisce che la superficie minima da assoggettare a TARI non può essere inferiore all'80% di quella catastale; il Tribunale conferma la legittimità dell'applicazione di tale criterio.

  • D.Lgs. 14 dicembre 1992 n.507

    Norme quadro sui tributi comunali richiamate per individuare la base normativa della pretesa TARI.

  • Regolamento comunale TARI (Delibera Consiliare n.46 del 28.08.2014)

    art.16 comma 3; art.28; art.32

    Art.16 co.3: per utenze domestiche condotte da soggetti non residenti si assume convenzionalmente un occupante ogni 14 mq; art.28: obbligo di denuncia per inizio, variazione o cessazione dell'utenza; art.32: disciplina la quantificazione delle sanzioni (consentita l'applicazione del 100% come minimo edittale). Il Collegio ha ritenuto legittimo l'uso di tali criteri da parte del Comune.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997 n.472

    Norme sulle sanzioni tributarie richiamate: il ricorrente contestava carenze di motivazione nella parte sanzionatoria; il Tribunale ha ritenuto congrua l'applicazione della sanzione minima regolamentare e ha osservato i corretti criteri di determinazione.

  • Legge 11 dicembre 2009 n. 296 (Finanziaria 2010) / L.311/2009

    Richiami confermati in punto di limite minimo della superficie imponibile (80% catastale).

  • Codice di procedura civile

    Principio secondo cui il giudice decide entro i limiti della domanda delle parti; richiamato per delimitare l'intervento del giudice tributario alla rettifica richiesta.

  • D.L. 18 ottobre 2020 n. 137

    Norma procedurale che regola l'udienza in forma scritta/assente; richiamata per la celebrazione dell'udienza in assenza delle parti.

Massime di principio

  • Per tributi locali non armonizzati (es. TARI) l'ente impositore non è obbligato a esperire un contraddittorio preventivo la cui omissione invalidi l'atto; tuttavia l'atto deve contenere elementi sufficienti per identificare tributo, soggetto passivo e ragioni della pretesa.
  • L'onere probatorio sulla sussistenza di esenzioni o della non spettanza del tributo grava sul contribuente: la produzione di contratti di locazione con data certa può esonerare il proprietario dalla tassa per i periodi documentati e determinare la rideterminazione dell'accertamento.
  • Le denunce di detenzione/possesso per la TARI sono annuali e autonome per ciascun periodo di imposizione: l'omessa denuncia può essere sanzionata per ogni anno in cui perdura l'omissione.
  • I Comuni possono utilizzare criteri convenzionali (es. un occupante ogni 14 mq per utenze non residenti) per determinare la base imponibile quando la situazione di fatto non è documentata, purché tali criteri siano previsti dal regolamento comunale.
  • La quantificazione delle sanzioni segue i limiti edittali del regolamento comunale e della normativa sulle sanzioni tributarie; l'applicazione del minimo edittale può essere ritenuta congrua se la violazione risulta protratta nel tempo.
  • Il giudice tributario non può rilevare d'ufficio eccezioni quali decadenza o prescrizione non invocate dalle parti; tali cause estintive devono essere eccepite dalla parte interessata.
  • Se la controversia riguarda soggetti diversi dalla persona giuridica (es. società cancellata), prima di estendere l'accertamento o la riscossione a soci, amministratori o liquidatori è necessario accertare l'esistenza e i limiti della loro responsabilità ai sensi dell'art.2495 c.c. e dell'art.36 D.P.R. n.602/1973; in mancanza di tale accertamento eventuali atti rivolti a terzi possono risultare illegittimi.

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