Cassazione Penale, Sentenza n. 41547/2023 del 12/10/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in sette motivi. In sintesi: 1) censura della qualificazione giuridica e vizio di motivazione sul punto cruciale se il colpo esploso sia derivato dalla colluttazione o sia stato sparato liberamente (contestazione della valutazione delle fonti probatorie e della consulenza balistica di parte); 2) censura sulla qualificazione di resistenza a pubblico ufficiale, sostenendo che il comportamento sarebbe stato meramente passivo e che il Bocci era già stato disarmato al momento dell'arrivo degli agenti; 3) censura sulla qualificazione dell'evento come incendio seguito da danneggiamento piuttosto che tentato danneggiamento, con contestazione dell'effettiva sussistenza del pericolo di incendio; 4) contraddittorietà della motivazione sulla minaccia; 5) violazione di legge in relazione alla sussistenza dell'aggravante della premeditazione (si contesta che un intervallo di circa 20 minuti sia idoneo a dimostrare la persistente deliberazione del proposito criminoso); 6) illogicità sulla sussistenza dell'aggravante dei futili motivi (si rileva la precedente consuetudine di credito tra le parti e la sproporzione non dimostrata); 7) violazione del divieto di reformatio in pejus relativamente alla ricalcolazione delle circostanze e della pena in appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto la maggior parte delle censure e ha confermato nella sostanza le responsabilità penali accertate in primo e secondo grado (tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, resistenza a pubblico ufficiale; sussistenza dell'aggravante dei futili motivi; applicazione dell'attenuante per risarcimento). Tuttavia ha ritenuto fondato il quinto motivo relativo alla premeditazione: l'aggravante della premeditazione è stata annullata senza rinvio per carenza probatoria specifica e storica sul radicamento del proposito criminoso, atteso che il lasso temporale valutato (circa 20 minuti) era insufficiente, senza ulteriori indici, a provare la persistenza del proposito delittuoso. Per effetto dell'esclusione dell'aggravante, la sentenza è stata annullata limitatamente a tale punto e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Roma ai fini della rideterminazione della pena. Tutto il resto della decisione di merito è stato confermato.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Norma sul tentativo; la sentenza applica il principio secondo cui il tentativo è valutato in relazione alla dinamica descritta e alle condotte che hanno impedito l'evento
art. 575 cod. pen.
Norma sull'omicidio (richiamata in combinato con l'art. 56 per il tentato omicidio): la Corte ha confermato la sussistenza del dolo omicidiario, anche nella forma alternativa, quando l'evento non si è verificato solo per l'intervento della persona offesa
art. 424 cod. pen.
Norma sull'incendio e sulla pubblica incolumità; la Corte territoriale ha qualificato la condotta come delitto contro la pubblica incolumità (incendio) ritenendo sorto il pericolo di incendio, confermato dall'intervento dei Vigili del Fuoco e dalle dimensioni del fuoco
art. 423 cod. pen.
Norma sul danneggiamento (richiamata a confronto): la Corte ha distinto tra danneggiamento semplice e delitto contro la pubblica incolumità, applicando quest'ultimo quando sorge il pericolo di incendio
art. 62 n. 6 cod. pen.
Circostanza attenuante per il risarcimento del danno: riconosciuta nei gradi di merito e tenuta in conto nel bilanciamento delle circostanze per la determinazione della pena
art. 606 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.
Limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione: la Cassazione ricorda che non è consentita la riedizione dei fatti o una diversa valutazione degli elementi di fatto salvo i casi di manifesta illogicità, contraddittorietà o travisamento della prova espressamente configurati
Massime di principio
- In caso di "doppia conforme" (conferma in appello della decisione di primo grado) il sindacato della Cassazione sulla motivazione è particolarmente limitato: non può rivedere liberamente la valutazione di merito se la motivazione appare congrua e non manifestamente illogica
- Perché l'aggravante della premeditazione sia riconosciuta è necessario provare non solo un intervallo temporale, ma la persistenza e il radicamento del proposito criminoso: un lasso temporale breve, senza ulteriori indici di deliberazione, può non essere sufficiente
- Il reato di incendio seguito da danneggiamento si configura quando è sorto almeno il pericolo di incendio; l'intervento dei Vigili del Fuoco e la prova della propagazione o del pericolo sono elementi rilevanti per la qualificazione
- La valutazione della sussistenza dei futili motivi richiede un giudizio bifasico: verifica della sproporzione oggettiva tra motivo e reato e verifica soggettiva che tale motivo sia meramente pretestuoso rispetto all'impulso violento
- La resistenza a pubblico ufficiale può essere ritenuta anche sulla base del verbale di arresto e delle circostanze descrittive relative alle condotte oppositive; la mera asserzione di 'resistenza passiva' richiede specifiche evidenze per essere convincente
- Riguardo al divieto di reformatio in pejus, l'appello che porta a un nuovo bilanciamento delle circostanze non configura automaticamente un peggioramento se il risultato finale non è più gravoso per l'imputato; la Corte di Cassazione verifica l'assenza di un trattamento deteriore risultante dall'operazione di merito
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