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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23392/2025 del 16/08/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

I lavoratori avevano adito il Tribunale di Milano chiedendo, in via principale, l'accertamento dell'esistenza di quattro rapporti di lavoro a tempo indeterminato con la società utilizzatrice, assunta come datore di lavoro effettivo, deducendo la non genuinità dei rapporti di appalto intercorsi con la diversa società formalmente datrice di lavoro; chiedevano altresì la condanna della società utilizzatrice all'assunzione con contratto subordinato a tempo pieno e indeterminato e al pagamento di un'indennità risarcitoria, riservandosi di domandare in separato giudizio eventuali differenze retributive. Il Tribunale di Milano ha declinato la competenza territoriale in favore del Tribunale di Piacenza, valorizzando la sede del datore di lavoro formale e il luogo di esecuzione della prestazione presso la filiale di Caorso. I lavoratori hanno quindi proposto regolamento di competenza, denunciando la violazione del foro alternativo dell'azienda ex art. 413 c.p.c., sostenendo che la causa era stata correttamente proposta a Milano, ove si trova l'azienda della società convenuta individuata come datore di lavoro effettivo. La società resistente è rimasta intimata.

La decisione

La Corte ha accolto il regolamento di competenza, richiamando un precedente ormai recente in fattispecie sovrapponibile: il lavoratore che, deducendo la non genuinità dell'appalto, agisce per la costituzione del rapporto con l'effettivo utilizzatore delle prestazioni può scegliere il foro dell'azienda individuata come datore di lavoro sostanziale ai sensi dell'art. 413, comma 2, c.p.c.; la presenza nel medesimo giudizio della domanda nei confronti del datore di lavoro formale, proposta in via subordinata, non sposta la competenza, poiché si tratta di cumulo soggettivo di domande connesse ex art. 33 c.p.c. La Corte ha dunque cassato l'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva declinato la competenza e ha dichiarato competente il Tribunale di Milano, davanti al quale la causa dovrà essere riassunta nei termini di legge. Le spese del regolamento sono state rimesse alla definizione del merito.

Norme richiamate

  • art. 413 c.p.c.

    delinea tre fori alternativamente concorrenti; il lavoratore può scegliere il foro dell'azienda individuata nella domanda come datore di lavoro effettivo, anche se il rapporto si è svolto presso un diverso luogo di esecuzione.

  • art. 33 c.p.c.

    la presenza della domanda nei confronti del datore di lavoro formale, accanto a quella verso il datore sostanziale, integra un cumulo soggettivo di domande connesse per titolo, che non altera il criterio di competenza già validamente prescelto.

Massime di principio

  • Nel contenzioso del lavoro fondato sulla dedotta interposizione illecita di manodopera o sulla non genuinità dell'appalto, ai fini della competenza territoriale rileva il foro dell'azienda riferibile al datore di lavoro sostanziale individuato in domanda, se scelto dal lavoratore tra i fori alternativi previsti dall'art. 413 c.p.c.
  • La domanda subordinata proposta contro il datore di lavoro apparente non incide sulla competenza territoriale della causa principale, quando tra le domande vi sia connessione tale da integrare un cumulo soggettivo ex art. 33 c.p.c.
  • Il luogo in cui il lavoratore ha materialmente prestato attività non è decisivo, se il ricorrente ha validamente prescelto uno dei fori alternativi ammessi dalla disciplina speciale della competenza nel lavoro.

Come è indicizzato

MaterieAppalto e somministrazioneCompetenza
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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