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Sentenza

Sentenza n. 788/2026 - Catania, Sezione 1

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 3337/2021 del Tribunale di Catania - Quarta Sezione Civile del 22 luglio 2021, notificata il 23 luglio 2021 e passata in autorità di cosa giudicata, con cui, rigettata l’opposizione proposta dalla Città Metropolitana di Catania all’atto di precetto notificato il 1° agosto 2019 da Aciambiente S.p.A. in liquidazione, ha condannato “parte opponente a rimborsare alla parte opposta le spese di lite”, liquidate in “€ 3.700,00 per compenso di avvocato, oltre i.v.a., c.p.a. e per spese generali come per legge”.

Giustizia amministrativa202502441

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza civile del Tribunale di Catania n. 3337/2021, recante condanna al pagamento delle spese di lite

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (società creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza civile del Tribunale di Catania n. 3337/2021, notificata all’ente il 23 luglio 2021 e passata in giudicato, con la quale la Città Metropolitana di Catania era stata condannata a rimborsare € 3.700,00 per compensi professionali, oltre IVA, CPA e spese generali. La resistente ha depositato una delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio per complessivi € 4.897,17, ma non ha dimostrato l’avvenuto pagamento. Ha pertanto chiesto la cessazione della materia del contendere; la ricorrente ha insistito per l’accoglimento dell’azione, rilevando il perdurante inadempimento. È stata inoltre richiesta la fissazione degli strumenti conseguenti all’inottemperanza, compresa la penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, escludendo la cessazione della materia del contendere perché il riconoscimento del debito fuori bilancio non equivale al pagamento e la pretesa della ricorrente non risultava soddisfatta. Ha accertato l’esistenza del giudicato civile e il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza, ordinando alla Città Metropolitana di Catania di adottare, entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, tutti gli atti necessari al pagamento delle somme dovute. Per il caso di ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Segretario Generale del Comune di Acireale, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di provvedere all’allocazione della somma in bilancio, all’impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento e al reperimento materiale delle risorse. Il TAR ha precisato che l’insufficienza dei fondi di bilancio o della cassa non costituisce legittimo impedimento all’esecuzione del giudicato. Ha respinto la domanda di penalità di mora, ritenendola manifestamente iniqua in ragione del tempo trascorso, della natura del credito e dell’entità delle somme. Ha condannato l’ente resistente alle spese del giudizio, liquidate in € 500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, se versato.

Norme richiamate

  • art. 194, comma 1, lett. a), d.lgs. 267/2000

    riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio

    Il riconoscimento del debito fuori bilancio da parte dell’ente non determina, da solo, l’integrale soddisfazione della pretesa creditoria né la cessazione della materia del contendere, in assenza del pagamento.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice amministrativo, in sede di ottemperanza, ordina all’amministrazione di eseguire il giudicato e può nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La penalità di mora può essere negata quando, avuto riguardo alle circostanze concrete, risulti manifestamente iniqua.

  • art. 71 d.P.R. 115/2002

    La parcella del commissario ad acta deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 100 giorni dalla conclusione dell’incarico; il termine decorre dalla conclusione dell’incarico e non dall’eventuale successivo deposito della relazione.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, conv. in l. 30/1997

    termine di 120 giorni previsto ex lege per le esecuzioni contro le amministrazioni statali e gli enti pubblici non economici

    Decorso il termine dilatorio dalla notificazione del titolo esecutivo, il creditore può promuovere l’esecuzione nei confronti dell’ente pubblico.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il mero riconoscimento del debito fuori bilancio non soddisfa la pretesa del creditore e non determina la cessazione della materia del contendere se non è seguito dall’effettivo pagamento delle somme dovute.
  • Il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione di compiere entro un termine assegnato tutti gli atti necessari all’esecuzione del giudicato e nominare sin d’ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.
  • L’esaurimento degli stanziamenti di bilancio o la mancanza di disponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, legittimo impedimento all’esecuzione di un giudicato di condanna al pagamento; l’amministrazione deve adottare tutte le iniziative necessarie per reperire e pagare le somme dovute.
  • La penalità di mora può essere esclusa quando, considerando il tempo trascorso, la natura del credito e la sua entità, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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