Sentenza del 28/12/2017 n. 5641 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Irpef - Tassazione per trasparenza - Accertamento - Utili non iscritti in bilancio - Effettiva percezione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava l'imputazione ai fini IRPEF della quota di utili non iscritti in bilancio e non effettivamente percepiti. Secondo la sua prospettazione, l'assenza di una concreta percezione degli utili avrebbe dovuto escludere la tassazione personale. La questione riguarda l'applicazione del principio di trasparenza fiscale delle società di persone.
La decisione
La presunzione legale prevista dall'art. 5 del d.P.R. n. 917/1986 opera anche quando l'accertamento nei confronti della società riguarda utili extracontabili o non iscritti in bilancio. Tali redditi sono imputati pro quota ai soci indipendentemente dalla loro effettiva percezione. Il socio non può quindi sottrarsi alla tassazione personale sostenendo di non aver materialmente ricevuto gli utili. Resta tuttavia salva la possibilità di agire in sede civile contro la società per ottenere la quota spettante. Inoltre, il socio può essere esonerato dalle sanzioni se dimostra la propria buona fede.
Norme richiamate
Art. 5 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
I redditi delle società di persone sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.
La norma introduce il regime di tassazione per trasparenza: il reddito societario, compresi gli utili accertati ma non contabilizzati, viene imputato direttamente ai soci in proporzione alle rispettive quote, senza necessità di dimostrare l'effettiva distribuzione o percezione.
Massime di principio
- Nelle società di persone, il socio è fiscalmente tassato sulla quota di reddito attribuitagli anche se gli utili non sono stati materialmente distribuiti o percepiti.
- L'accertamento di utili extracontabili in capo alla società può riflettersi automaticamente sulle dichiarazioni e sull'IRPEF dei soci, in applicazione del principio di trasparenza.
- La mancata percezione degli utili non elimina l'obbligo tributario, ma può fondare un'azione civile del socio contro la società per ottenere quanto economicamente spettante.
- La responsabilità per le sanzioni non è necessariamente automatica: il socio può evitarle dimostrando di aver agito in buona fede e di non aver partecipato consapevolmente alle irregolarità.
- La questione della tassazione e quella della concreta distribuzione degli utili sono distinte: la prima è regolata dalla disciplina fiscale, mentre la seconda può essere fatta valere nei rapporti interni davanti al giudice civile.
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