Cassazione Penale, Sentenza n. 32981/2024 del 22/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Richiesta di riparazione per ingiusta detenzione a seguito di custodia cautelare complessiva di 170 giorni (22 in carcere, 148 agli arresti domiciliari) per accuse di ricettazione di una ruspa gommata e di un veicolo industriale. L\'imputato è stato assolto con sentenza del Tribunale di Milano del 19/01/2022 con la formula "perché il fatto non costituisce reato", divenuta definitiva il 04/06/2022. La Corte d\'appello aveva rigettato la richiesta ritenendo la colpa dell\'imputato per superficialità nel non accorgersi di irregolarità (targhe) e per non aver fatto tradurre/documentare alcuni documenti, configurando una forma di accettazione del rischio. Il ricorso per cassazione denunciava: (1) difetto di motivazione rispetto alla discrasia presenza/assenza di targhe e alla valutazione della condotta dell\'autista; (2) violazione dell\'art. 314 c.p.p., poiché l\'accertamento di una "accettazione del rischio" non era coerente con l\'assoluzione per insussistenza del reato e mancava spiegazione su quali anomalie documentali avrebbero dovuto insospettire un diligente trasportatore straniero.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato contraddizioni e carenze motivazionali nell\'ordinanza della Corte d\'appello: la valutazione sulla presenza/assenza di targhe non è compatibile con le dichiarazioni del teste di polizia giudiziaria (che aveva spiegato la presenza di targhe CE regolari e la natura "da rottamare" dei mezzi), non è stata spiegata logicamente la presunta negligenza nel non tradurre i documenti (parte erano in bulgaro) e vi è contrasto con il provvedimento di revoca della custodia che attestava la regolarità della posizione lavorativa. La Corte di Cassazione ha annullato l\'ordinanza impugnata e ha rinviato alla Corte d\'Appello di Milano per un nuovo esame della richiesta di riparazione, con l\'indicazione di verificare se sussistano profili di colpa concausativi della privazione della libertà o, in mancanza, di riconoscere l\'equo indennizzo.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
Invocato dal ricorrente per contestare la valutazione di "accettazione del rischio" quale fattore di colpa: la Corte di cassazione ha ritenuto che la Corte territoriale non abbia adeguatamente motivato quale contegno omissivo o diligente avrebbe dovuto adottare il trasportatore e non abbia dimostrato che si sia trattato di semplice negligenza ex art. 314.
art. 299 cod. proc. pen.
Richiamato nel procedimento di revoca della misura cautelare (provvedimento del 4/9/2020) che attesta la regolarità della posizione lavorativa dell\'imputato; la Corte di Cassazione ha evidenziato la contraddizione tra la valutazione della Corte d\'appello e tale provvedimento.
art. 611 cod. proc. pen.
Norma procedurale invocata per la requisitoria del Pubblico Ministero in Cassazione; citata nel fascicolo ma non determinante nella decisione di merito della Cassazione che ha accolto il ricorso per vizi motivazionali.
Massime di principio
- Il giudice che rigetta una richiesta di riparazione per ingiusta detenzione deve fornire motivazione coerente e logicamente collegata alle risultanze processuali: non è sufficiente affermare la responsabilità soggettiva senza spiegare in che cosa consista concretamente la negligenza o la colpa.
- Quando vi sono elementi probatori (es. deposizione di polizia giudiziaria, documenti nel fascicolo, provvedimenti precedenti) che indicano la legittimità o la regolarità della condotta (es. targhe CE regolari, documenti in lingua comprensibile), il giudice deve confrontare esplicitamente tali elementi con le deduzioni critiche e motivare il rilievo che attribuisce a ciascuno.
- La posizione professionale e la lingua del soggetto (es. autista straniero assistito da interprete) sono fattori essenziali nella valutazione della diligenza: non si può pretendere che un trasportatore straniero percepisca anomalie linguistiche o tecniche che non fossero obiettivamente riconoscibili.
- L\'accertamento di una forma di "accettazione del rischio" (evento tipico del dolo eventuale) richiede una motivazione specifica e non può essere desunto in modo generico quando il giudice penale di merito ha assolto l\'imputato per insussistenza del reato.
- Contraddizioni fra provvedimenti (es. revoca della custodia che attesta regolarità lavorativa e motivazione che sostiene il contrario) devono essere risolte dal giudice e, se persistono, giustificano l\'annullamento del provvedimento impugnato.
- Nel riesame della domanda di riparazione la Corte d\'Appello dovrà valutare il nesso causale tra eventuali profili di colpa dell\'agente e l\'errore dell\'Autorità giudiziaria: se la colpa non emerge in modo adeguato, va riconosciuto l\'equo indennizzo.
- In casi simili è utile documentare in modo completo: traduzioni/depositi dei documenti, dichiarazioni dei testimoni/investigatori, provvedimenti precedenti, così da evitare lacune che possano incidere sulla motivazione giudiziale.
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