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Sentenza

Sentenza del 16/02/2015 n. 509 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti - Elemento soggettivo - Onere probatorio.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la detraibilità dell'IVA relativa a operazioni soggettivamente inesistenti e, in particolare, l'individuazione dell'onere probatorio sull'elemento soggettivo del destinatario della fattura. L'Amministrazione finanziaria deve provare, sulla base di elementi oggettivi, che il destinatario sapeva o avrebbe potuto sapere che l'operazione si inseriva in un'evasione dell'IVA. Non è invece consentito pretendere dal destinatario controlli ulteriori e non ordinariamente dovuti, come la verifica della qualità di soggetto passivo IVA del cedente o dell'effettiva disponibilità dei beni da parte del soggetto fatturante.

La decisione

La sentenza afferma che la contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti non può fondarsi sulla sola irregolarità della posizione del soggetto emittente o sulla mancata verifica di circostanze estranee ai normali obblighi del destinatario. L'Amministrazione deve fornire elementi concreti e oggettivi idonei a dimostrare la consapevolezza, o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza, dell'inserimento dell'operazione in una frode IVA. Poiché non sono indicati il dispositivo e le parti della sentenza integrale, non è possibile determinare con certezza l'esito processuale concreto.

Norme richiamate

  • Principi sull'onere della prova in materia di operazioni soggettivamente inesistenti

    L'Amministrazione finanziaria deve dimostrare, alla luce di elementi oggettivi, che il destinatario della fattura sapeva o avrebbe potuto sapere che detta operazione si inseriva nel quadro di una evasione dell'imposta sul valore aggiunto.

    L'Amministrazione deve provare l'elemento soggettivo del destinatario mediante circostanze oggettive e specifiche; non è sufficiente dimostrare l'irregolarità o l'inaffidabilità del soggetto fatturante.

  • Disciplina IVA sul diritto alla detrazione

    Non possono essere esigite verifiche alle quali il destinatario non è tenuto, quali ad esempio la qualità del soggetto passivo IVA in capo al soggetto fatturante o la disponibilità dei beni oggetto delle operazioni.

    Il diritto alla detrazione non può essere negato sulla base della mancata effettuazione di controlli che eccedono la normale diligenza richiesta a un operatore economico.

Massime di principio

  • Per contestare operazioni soggettivamente inesistenti, l'Amministrazione deve dimostrare non solo l'irregolarità del fornitore, ma anche che il cliente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode IVA.
  • La prova deve basarsi su elementi oggettivi, concordanti e riferibili al rapporto concreto, non su presunzioni generiche o sulla mera anomalia fiscale del cedente.
  • Al cliente non possono essere imposti controlli investigativi o verifiche straordinarie estranee agli ordinari obblighi di diligenza commerciale.
  • La mancata verifica della posizione IVA del fornitore o della disponibilità materiale dei beni, da sola, non dimostra la consapevolezza della frode.
  • Il contribuente dovrebbe comunque conservare documentazione commerciale, contratti, ordini, pagamenti, documenti di trasporto e ogni elemento utile a dimostrare la regolarità e la plausibilità dell'operazione.

Testo integrale

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