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Sentenza

Sentenza del 29/08/2023 n. 4907 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione avviso di accertamento TARI (anni 2014-2018) relativo a locale pertinenziale (scantinato/deposito) della propria abitazione, deducendo che il locale è utilizzato come locale tecnico e deposito famigliare, non è idoneo ad essere abitato né a produrre rifiuti, quindi esente da TARI; dedotte anche eccezioni di prescrizione, irregolarità di notifica (mancata comunicazione CAD), violazione di norme sul procedimento e sul calcolo delle sanzioni e sulla trasparenza della liquidazione.

La decisione

Il Tribunale amministrativo tributario d'appello ha rigettato in gran parte le censure sul merito confermando l'obbligo di pagamento della TARI per il locale, ritenendo che l'inidoneità a produrre rifiuti non fosse provata (locale di circa 70 mq) e che il contribuente avesse l'onere di presentare apposita dichiarazione per ottenere l'esclusione. Tuttavia l'appello è stato accolto: 1) per l'annualità 2014 la pretesa è stata dichiarata prescritta/decaduta (conoscenza effettiva dell'atto il 11.05.2021, quindi decadenza quinquennale); 2) è stato corretto il trattamento delle sanzioni: il giudice ha applicato il principio della continuazione fra omissioni pluriennali e ha ricalcolato le sanzioni applicabili (sanzione al 100% e aumento per continuazione), con il dettaglio degli importi indicati (es. per gli anni 2015-2017 imposta evasa complessiva €213,29 e per il 2018 €190,86; alla somma di €213,29 va aggiunta la metà, €106,65, per applicazione della continuazione). Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 1 comma 161, L. n. 296/2006

    richiamata dal ricorrente in ordine a questioni fiscali generali (segnalazione della normativa di riferimento per eccezioni di prescrizione e quant'altro), non determinante nella decisione di merito riportata

  • art. 6 comma 3-bis e art. 7, L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    citati dal ricorrente per eccepire violazioni procedurali e di trasparenza nella liquidazione; il giudice non ha ritenuto tali censure risolutive rispetto all'obbligo tributario

  • D.Lgs. n. 507/1993 (TARSU/TARI), art. 62 comma 2; art. 65 e 66; art. 70 comma 1

    richiamata in giurisprudenza di legittimità: la disciplina consente la quantificazione del tributo anche per locali come cantine/garage e presume produzione di rifiuti per locali frequentati da persone; l'art.62(2) esclude dall'assoggettamento i locali che non possono produrre rifiuti solo se è provata la stabile destinazione e l'assenza di produzione di rifiuti (onere della prova del contribuente)

  • D.Lgs. n. 472/1997 art. 12 comma 5

    richiamato relativamente al trattamento sanzionatorio e alla possibilità di applicare il regime della continuazione per omissioni ripetute

  • L. n. 689/1981 art. 8

    richiamata dal ricorrente in ordine ai limiti di cumulabilità delle sanzioni; il giudice ha però applicato il quadro normativo e giurisprudenziale specifico in materia tributaria (continuazione) ritenendolo prevalente

  • D.Lgs. n. 546/1992 artt. 22 e 53; art. 155 c.p.c.

    richiamati in ordine alla decorrenza dei termini d'impugnazione e alla proroga quando il termine cade di sabato/festivo: l'ultimo giorno utile per la notifica dell'appello è stato calcolato tenendo conto delle regole di computo e delle festività

  • Sentenza Corte di Cassazione n. 998/2023

    utilizzata dal collegio per affermare che la ripetizione nell'ambito quinquennale della violazione integra il vincolo della continuazione e vincola l'ente impositore nel trattamento sanzionatorio ai sensi dell'art. 12, comma 5 D.Lgs. 472/1997

Massime di principio

  • Onere della prova sul contribuente: per ottenere l'esclusione TARI di un locale pertinenziale bisogna provare, con denuncia e documentazione idonea, la stabile destinazione del locale e che tale uso non comporta produzione di rifiuti; la mera dichiarazione verbale non è sufficiente.
  • Presunzione di produzione di rifiuti: locali destinati a deposito, cantine o garage sono presumibilmente suscettibili di produrre rifiuti perché frequentati da persone; pertanto l'amministrazione può assoggettarli a TARI salvo prova contraria.
  • Notifica e conoscenza dell'atto: in mancanza di comunicazione CAD, la 'conoscenza effettiva' dell'atto (data di ritiro) può determinare il dies a quo rilevante per decorrenze e prescrizioni; occorre conservare e dimostrare il ritiro dell'atto.
  • Termine di decadenza quinquennale: per avvisi TARI l'azione dell'ente può essere soggetta a decadenza quinquennale dalla conoscenza dell'atto; se la conoscenza effettiva è tardiva, le annualità anteriori potrebbero essere prescritte/decadute.
  • Regime sanzionatorio e continuazione: omissioni ripetute nella presentazione della dichiarazione per più annualità rientrano, se sussistono i presupposti, nel vincolo della continuazione; ciò modifica il calcolo delle sanzioni (applicazione del regime continuativo e conseguente maggiorazione secondo la normativa tributaria/giurisprudenza).
  • Calcolo dei termini processuali: per le notifiche e i termini d'impugnazione occorre tener conto delle regole di computo (art.155 c.p.c.) e delle festività; una notifica effettuata il giorno successivo a un termine che cade di sabato/festivo può comunque essere tempestiva.

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