Cassazione Penale, Sentenza n. 40515/2024 del 05/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione articolato in tre motivi principali: 1) illegittimità della motivazione per contraddittorietà e illogicità in relazione alla valutazione probatoria, con censura della prevalenza data dall'individuazione fotografica rispetto alla ricognizione di persona negativa che aveva condizionato il rito abbreviato; 2) travisamento della prova e errata qualificazione giuridica del fatto: la difesa sostiene che i filmati di videosorveglianza dimostrerebbero che la condotta fosse tentato furto e non azione violenta (rapina tentata), con conseguente improcedibilità per remissione di querela; 3) mancata sostituzione della pena detentiva con una sanzione sostitutiva ai sensi dell'art. 545-bis disp. att. c.p.p., alla luce delle finalità deflative dell'istituto e della pregressa positiva fruizione di misure alternative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo i motivi manifestamente infondati o comunque infondati. In particolare: per il primo motivo la Corte ha confermato che il giudice del merito può attribuire maggiore pregio probatorio all'individuazione fotografica rispetto a una ricognizione personale negativa quando esistano ragioni motivate (immediatezza, convergenza di altri elementi, individuazioni da parte di altri testimoni e indizi raccolti dalla P.G.); per il secondo motivo la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito che hanno ricondotto la condotta allo strattonamento e non a mero divincolarsi, anche in base a elementi filmici e fotografici prodotti in atti; per il terzo motivo la Corte ha ritenuto legittima la valutazione negativa circa l'idoneità di una pena sostitutiva, fondata sui criteri dell'art. 133 c.p. e sulla concreta pericolosità dell'imputata e sulla sua recidiva qualificata. Conseguentemente è stato confermato l'esito della sentenza di merito (tra cui la dichiarazione di non doversi procedere per prescrizione per alcuni capi e la riforma della pena con riguardo al delitto di concorso in tentativo di rapina aggravata), il ricorso è stato rigettato e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
richiama il limite nella enunciazione dei motivi nel ricorso; utilizzato per la sintesi dei motivi in sede di cassazione
art. 606 lett. e) cod. proc. pen.
norma che consente la censura per contraddittorietà e illogicità della motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto le censure insufficienti e non specificamente confutanti la motivazione di merito
art. 192 cod. proc. pen.
principio del libero convincimento del giudice: non esiste una gerarchia ontologica tra mezzi di prova tipici e atipici; la valutazione spetta al giudice di merito purché adeguatamente motivata
Sez. 3, n. 43614 del 19/10/2021 (giurisprudenza di legittimità)
richiamata per affermare che non esiste ontologica superiorità delle prove tipiche su quelle atipiche ai fini della formazione del convincimento
Sez. 2, n. 11964 del 18/02/2021 (Casella)
stabilisce che, in presenza di individuazione investigativa seguita da ricognizione con esito difforme e rito abbreviato, il giudice può privilegiare l'atto atipico purché dia specifiche ragioni sia per l'attendibilità del primo che per l'inattendibilità del secondo
art. 545-bis disp. att. cod. proc. pen.
istituto della sostituzione della pena (finalità deflative); la Corte ricorda che la sostituzione va valutata secondo i criteri dell'art. 133 c.p. e non è automatica
art. 133 cod. pen.
criteri per determinare la pena e per valutare l'idoneità di pene sostitutive: il giudice può rifiutare la sostituzione quando emergono elementi ostativi riguardanti la personalità del reo e la pericolosità
I. n. 689/1981, artt. 53-58
richiamata congiuntamente ad art. 545-bis per il regime delle sanzioni sostitutive; la Corte ha ritenuto applicati i criteri legislativi per valutare l'esclusione della sostituzione
art. 616 cod. proc. pen.
norma sulla condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; la Corte la applica condannando la ricorrente alle spese
Massime di principio
- Non esiste una gerarchia assoluta tra prove tipiche (es. ricognizione di persona) e atipiche (es. individuazione fotografica); il giudice di merito può attribuire maggiore valore all'una o all'altra purché motivi adeguatamente la scelta e indichi le ragioni della inattendibilità dell'atto difforme
- La valutazione della prova video/fotografica va compiuta nel contesto di tutti gli elementi raccolti: la mera affermazione che un filmato escluda una condotta violenta non è decisiva in cassazione se i giudici di merito hanno indicato elementi concreti (estratti, fotografie, dichiarazioni) che giustificano la diversa ricostruzione
- La richiesta di qualificazione 'meno grave' (es. tentato furto) richiede, per avere successo in cassazione, una specifica e motivata dimostrazione del travisamento della prova; l'appello al contenuto dei filmati deve essere supportato dalla produzione degli stessi o dalla dimostrazione che i giudici di merito li hanno erroneamente interpretati
- La sostituzione della pena con sanzioni alternative non è automatica per pene lievi: il giudice deve valutare i criteri dell'art. 133 c.p., la personalità dell'imputato e la concretezza del rischio di recidiva; precedenti specifici e modalità del fatto possono legittimamente escludere la sostituzione
- In cassazione il ricorrente deve confrontarsi specificamente e in modo motivato con le argomentazioni positive di fatto e di diritto svolte dalla sentenza impugnata; censure generiche e ricostruzioni alternative non supportate da elementi nuovi sono frequentemente dichiarate inammissibili o infondate
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