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Ordinanza

Ordinanza n. 1902/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, 1) del Provvedimento Prot. n. 20250036160 del 15.01.2026 del Consolato Generale d'Italia in Istanbul con il quale comunica nei confronti del ricorrente il diniego del visto ex art. 4 comma 2 DL 286/1998 modificato da L 189/2002 ed ex art. 6 bis DPR 334/2004; 2) di tutti gli atti del procedimento che hanno portato al provvedimento impugnato nonché degli atti necessari, presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi quelli a carattere generale, sia noti che ignoti.

Giustizia amministrativa202602437

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per studio adottato dal Consolato Generale d'Italia in Istanbul

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso comunicato dal Consolato Generale d'Italia in Istanbul, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il provvedimento era fondato sulla disciplina del visto prevista dall'art. 4, comma 2, del d.lgs. 286/1998, come modificato dalla l. 189/2002, e dall'art. 6-bis del d.P.R. 334/2004. In sede cautelare il ricorrente ha chiesto la sospensione dell'efficacia dell'atto, contestando implicitamente la legittimità dell'istruttoria e del diniego, con particolare riguardo al requisito della conoscenza della lingua italiana necessario per il percorso di studi. Il testo non esplicita ulteriori motivi di ricorso.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto, con la cognizione sommaria propria della fase cautelare, che l'istruttoria fosse completa e che fosse stata correttamente rilevata la mancata prova del possesso del prescritto requisito di conoscenza della lingua italiana. Quanto al periculum in mora, ha escluso la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile, rilevando che l'interesse azionato consisteva in una mera aspettativa a iniziare un percorso di studi in Italia. Le spese della fase cautelare sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 2, d.lgs. 286/1998

    La disposizione è richiamata quale base normativa del diniego del visto.

  • art. 6-bis d.P.R. 334/2004

    La disposizione è richiamata quale ulteriore fondamento del diniego del visto.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare sulla quale il TAR si è pronunciato.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris è escluso quando, all'esito dell'esame sommario, l'amministrazione risulti avere svolto un'istruttoria completa e il diniego del visto sia fondato sulla mancata prova di un requisito previsto per l'ingresso o il soggiorno.
  • La mera aspettativa di iniziare un percorso di studi in Italia, in assenza di ulteriori elementi qualificanti, non integra di per sé un pregiudizio grave e irreparabile idoneo a fondare il periculum in mora cautelare.
  • La verifica cautelare della legittimità di un diniego amministrativo richiede la concorrente sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; l'assenza di uno solo dei due presupposti è sufficiente per respingere la domanda di sospensione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoria

Testo integrale

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