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Sentenza

Sentenza n. 893/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento del diniego di accesso agli atti in parte esplicito ed in parte implicito dell’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Milano – Territorio avverso la domanda di accesso agli atti presentata dalla ricorrente in data 29 agosto 2025 per prendere visione di documentazione catastale della ricorrente

Giustizia amministrativa202504110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego parzialmente esplicito e parzialmente implicito sull'istanza di accesso a documentazione catastale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (amministrazione destinataria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il diniego, in parte espresso e in parte tacito, formatosi sull'istanza di accesso presentata il 29 agosto 2025 per ottenere documentazione catastale relativa alla stessa società. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha prodotto una parte dei documenti richiesti. A seguito dell'istruttoria disposta dal Tribunale, la ricorrente ha precisato la pretesa residua. L'Agenzia delle Entrate, con nota del 21 gennaio 2026 sottoscritta dalla dirigente competente, ha richiamato la documentazione già prodotta e ha dichiarato, assumendosene la responsabilità, di non detenere ulteriore documentazione rispetto a quella messa a disposizione. La ricorrente ha contestato tale ricostruzione, insistendo per l'accesso alla documentazione residua.

La decisione

Il Tribunale ha dichiarato il ricorso parzialmente improcedibile limitatamente alla documentazione prodotta dall'Amministrazione nel corso del giudizio, poiché tale produzione ha soddisfatto la relativa pretesa ostensiva. Quanto alla documentazione residua, il ricorso è stato respinto: la dichiarazione espressa, dettagliata e inequivoca della dirigente competente, dotata del potere di rappresentare l'Amministrazione, ha attestato l'inesistenza o comunque la non detenzione degli ulteriori documenti richiesti. In assenza dell'oggetto materiale dell'accesso, non è possibile ordinare l'esibizione, poiché una simile statuizione sarebbe ineseguibile e inutiliter data. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della parziale soccombenza della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 116, commi 1 e 4, c.p.a.

    I ricorsi in materia di accesso devono essere definiti con sentenza in forma semplificata

    Il giudizio in materia di accesso è definito con sentenza in forma semplificata.

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    La controversia riguarda l'esercizio del diritto di accesso documentale; il giudice ha escluso l'ostensione ulteriore perché l'Amministrazione ha dichiarato, assumendosene la responsabilità, di non detenere la documentazione richiesta.

Massime di principio

  • La produzione in giudizio della documentazione richiesta determina l'improcedibilità parziale del ricorso per accesso limitatamente ai documenti ormai messi a disposizione, in quanto la relativa pretesa ostensiva risulta soddisfatta nel corso del processo.
  • Quando l'Amministrazione, tramite il dirigente competente e munito dei necessari poteri rappresentativi, dichiara in modo espresso, dettagliato e inequivoco di non detenere gli ulteriori documenti richiesti, assumendosi la responsabilità della veridicità della dichiarazione, il giudice non può ordinare l'accesso in assenza di elementi concreti che mettano in dubbio tale attestazione.
  • Non può essere disposto l'accesso a documenti dichiarati inesistenti o non detenuti dall'Amministrazione, poiché l'ordine giudiziale sarebbe privo di oggetto, ineseguibile e inutiliter data.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleDecisione e riti specialiIstruttoria processuale
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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