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Sentenza

Sentenza n. 4792/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) n. 820/2023.

Giustizia amministrativa202403281

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di rimozione di una casa mobile prefabbricata, di un manufatto prefabbricato adibito a magazzino e di una recinzione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente aveva impugnato dinanzi al TAR Piemonte l’ordinanza con cui il Comune le aveva ordinato la rimozione di una casa mobile prefabbricata di 10,70 x 3,10 metri, di un manufatto prefabbricato utilizzato come magazzino di 6,15 x 2,50 metri e di una recinzione con rete metallica, deducendo plurime violazioni di legge ed eccesso di potere. Il TAR aveva respinto il ricorso. In appello sono stati dedotti: 1) error in judicando et procedendo, difetto di motivazione sulla carenza di rappresentanza e inammissibilità della costituzione del Comune, per asserito difetto di ius postulandi del difensore dell’ente; 2) difetto di istruttoria sulla natura dei manufatti, sostenendo che si trattasse di materiali leggeri destinati a esigenze precarie e quindi non soggetti a previo titolo edilizio.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha respinto il primo motivo perché agli atti risultava una procura del Sindaco, recante firma digitale, con la quale erano stati conferiti ai difensori i poteri di rappresentare e difendere il Comune nel giudizio, ritenendo così soddisfatte le condizioni per il valido conferimento della delega. Ha respinto anche le censure relative al difetto di istruttoria e alla natura precaria dei manufatti. Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e), e lett. e.5), d.P.R. 380/2001, l’installazione di manufatti leggeri o prefabbricati, comprese case mobili, strutture utilizzate come abitazioni e manufatti destinati a depositi o magazzini, costituisce intervento di nuova costruzione quando non sia diretta a esigenze meramente temporanee. La precarietà non dipende dai materiali o dalla tecnica costruttiva, ma dalla destinazione concreta dell’opera e dalla temporaneità dell’uso. Nel caso esaminato, le rilevanti dimensioni dei manufatti, la presenza della recinzione e la destinazione a soddisfare un’esigenza abitativa tuttora attuale dimostravano la natura stabile e tendenzialmente permanente delle opere. Ne derivava la necessità del previo titolo edilizio, che risultava assente, e la legittimità, anzi doverosità, dell’ordine comunale di rimozione. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi connessi alla natura delle questioni esaminate.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 1, lett. e), d.P.R. 380/2001

    interventi di nuova costruzione

    Rientrano nella nuova costruzione le trasformazioni edilizie e urbanistiche del territorio non riconducibili alle categorie precedenti.

  • art. 3, comma 1, lett. e.5), d.P.R. 380/2001

    l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee

    L’installazione di manufatti leggeri o prefabbricati è soggetta a previo titolo edilizio quando, per destinazione e stabilità dell’uso, soddisfa esigenze abitative o funzionali permanenti; l’esenzione riguarda soltanto opere realmente temporanee.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Consente lo svolgimento dell’udienza mediante collegamento da remoto in videoconferenza, secondo quanto indicato nella decisione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e.5), d.P.R. 380/2001, l’installazione di una casa mobile o di altro manufatto leggero o prefabbricato utilizzato come abitazione, deposito o magazzino costituisce intervento di nuova costruzione soggetto a previo titolo edilizio, salvo che sia diretta a soddisfare esigenze meramente temporanee.
  • La precarietà di un manufatto edilizio deve essere valutata in relazione alla destinazione concreta e all’uso effettivo dell’opera, non in base alla leggerezza dei materiali, alla prefabbricazione o alla teorica mobilità della struttura.
  • Quando le dimensioni dell’opera e la sua destinazione a soddisfare un’esigenza abitativa stabile evidenziano una trasformazione tendenzialmente permanente del territorio, non può riconoscersi carattere precario al manufatto e l’amministrazione può ordinare la rimozione in assenza del titolo edilizio.
  • La procura conferita dal Sindaco, recante firma digitale e contenente l’espressa delega a rappresentare e difendere il Comune nel giudizio, è idonea a legittimare la costituzione dell’ente e l’attività processuale dei difensori incaricati.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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