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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9954/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revocazione ex art. 28 d.lgs. 159/2011 della confisca di prevenzione (decreto n.55/19) disposta in relazione a quote societarie, conto corrente e terreni, deducendo l'esistenza di "prove nuove" decisive: sentenze della Commissione Tributaria (2010-2011) che escluderebbero la illiceità dei proventi, sentenza della Corte d'appello di Napoli n.6313/2018 (richiamo all'art.8 L.203/91), consulenza tecnica patrimoniale e dichiarazioni di collaboratori di giustizia con presunte incongruenze cronologiche. Si deduce altresì l'incompatibilità tra la revoca della misura personale (perché il proposto è divenuto collaboratore di giustizia) e il mantenimento della confisca patrimoniale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sulla base dell'orientamento delle Sezioni Unite (Sez. U., n. 43668/2022, Lo Duca), le prove indicate dal ricorrente sono state ritenute non "nuove": erano preesistenti, conosciute o deducibili nel procedimento di prevenzione e quindi non idonee a giustificare la revocazione. La decisione impugnata è stata ritenuta correttamente motivata e priva dei vizi denunciati; pertanto il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia)

    L'istanza di revocazione può fondarsi su prove "nuove" sopravvenute o su prove preesistenti ma incolpevolmente scoperte dopo la definizione della misura; le prove deducibili ma non dedotte nel procedimento non sono rilevanti, salvo causa non imputabile all'interessato (art. 28, comma 3).

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) e c); art. 611; art. 616, comma 1

    Art. 606: motivi di cassazione richiamati dal ricorrente; art. 611: disciplina del rito camerale applicato al procedimento di revocazione; art. 616: possibilità per la Corte di condannare alla Cassa delle ammende per ricorso inammissibile o infondato.

  • Sezioni Unite, sent. n. 43668 del 26/05/2022 (Lo Duca)

    Chiarisce la nozione di "prova nuova" ai fini della revocazione della confisca di prevenzione: rilevanti solo le prove materialmente sopravvenute o quelle preesistenti ma incolpevolmente scoperte; non rilevano prove che potevano essere dedotte nel giudizio di prevenzione con normale diligenza.

  • giurisprudenza di riferimento

    Sez. 1, n. 21537 del 11/03/2021 (Esposito); Sez. 1, n. 14300 e 36069 del 2023; Sez. U. n. 14991 del 11/04/2006 (De Pascalis)

    Ulteriori principi richiamati sulla delimitazione dell'istituto della revocazione e sulle nozioni di caso fortuito e forza maggiore in tema di scoperta incolpevole delle prove.

Massime di principio

  • Per ottenere la revocazione della confisca di prevenzione l'istante deve proporre "prove nuove" nel senso giurisprudenziale: o materialmente sopravvenute dopo la definizione della misura, o preesistenti ma incolpevolmente scoperte dopo la definitiva statuizione.
  • Prove che erano disponibili o deducibili nel giudizio di prevenzione non costituiscono di per sé "nova"; l'utilizzo della revocazione per riaprire questioni già proponibili nel procedimento originario è generalmente escluso.
  • Spetta al richiedente provare l'impossibilità, per causa a lui non imputabile (caso fortuito o forza maggiore), di allegare prima le prove; l'onere probatorio su forza maggiore è rigoroso.
  • La revoca della misura personale (es. per sopravvenuta collaborazione) non annulla automaticamente la confisca patrimoniale se l'accumulazione del patrimonio è avvenuta in epoche ben anteriori e resta provata la illiceità delle risorse.
  • In impugnazioni in Cassazione è essenziale che i motivi contestino vizi effettivi e non siano basati su argomentazioni manifestamente infondate o su elementi non nuovi; altrimenti il ricorso viene dichiarato inammissibile e può comportare condanne per spese e ammende.

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