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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22718/2023 del 25/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore percettivo: si sostiene che la Corte di Cassazione, annullando senza rinvio il riconoscimento della recidiva infraquinquennale e decurtando aritmeticamente l'aumento di pena, abbia mantenuto la quota di pena base determinata in misura superiore al minimo edittale in ragione della recidiva rivelatasi poi inesistente. Il ricorrente deduce quindi un errore di fatto consistente in una svista o equivoco nella lettura degli atti che avrebbe influenzato la valutazione della personalità e della pericolosità sociale usata per fissare la pena base.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'errore dedotto non rientri nella nozione di errore percettivo previsto dall'art. 625-bis c.p.p., ma costituisca, al più, un errore di diritto o di valutazione non sindacabile con il rimedio straordinario. È stato inoltre rilevato che la Corte di legittimità ha potuto eliminare l'aumento di pena per recidiva senza rinviare al giudice di merito, essendo assenti censure su profili diversi. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625-bis, cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario è ammesso soltanto per errori di fatto di natura percettiva; non copre errori di diritto o di valutazione.

  • art. 620 lett. I), cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte di cassazione, nel limite previsto, il potere di annullare senza rinvio; la Corte può ritenere superfluo il rinvio per la rideterminazione della pena quando non vi siano profili censurabili residui.

  • art. 1, comma 67, legge n. 103/2017

    Norma che ha inciso sulla disciplina del potere di annullamento senza rinvio della Corte di cassazione (richiamata in relazione all'art. 620 lett. I)).

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e consente l'irrogazione di sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende) in caso di impugnazioni ritenute improprie o colpose.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 16103 del 27/03/2002 (Basile)

    Definizione giurisprudenziale dell'errore di fatto/percettivo ammesso dal rimedio straordinario e limiti della sua applicazione.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 3464 del 30/11/2017 (Matrone)

    Conferma i criteri con cui la Cassazione può annullare senza rinvio e quando il rinvio per la rideterminazione della pena sia ritenuto superfluo.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 21939 del 17/04/2018 (D'Agostino)

    Ribadisce che errori di diritto o di valutazione operati dalla Corte di cassazione non sono rimediabili con il ricorso straordinario ex art. 625-bis.

  • C. Cost. n. 186 del 2000

    Richiamata in relazione ai profili di colpa correlati all'impugnazione irrituale e alla possibilità di sanzioni in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è riservato agli errori di fatto di natura percettiva (svista o equivoco nella lettura degli atti) e non è utilizzabile per contestare errori di diritto o valutazioni discrezionali della Corte di cassazione.
  • Se la Corte di cassazione elimina un aggravante (es. recidiva) senza rinviare per la rideterminazione della pena, ciò è ammissibile quando non risultano censure residue su altri profili e la valutazione è ritenuta congrua; la disputa sulla corretta proporzione della pena base va solitamente proposta con i mezzi di impugnazione ordinari.
  • Se si ritiene che la soppressione di una circostanza aggravante abbia comunque condizionato la quantificazione della pena base, occorre documentare in sede di impugnazioni ordinarie (ricorso per cassazione quando ammissibile o rimedi in grado) l'effettivo travisamento delle risultanze o la violazione di norme sulla determinazione della pena, non con il rimedio straordinario per errore percettivo.
  • L'uso improprio o manifestamente infondato del ricorso straordinario può comportare condanna alle spese e sanzioni in favore della Cassa delle ammende; valutare attentamente la tipologia di errore denunciato prima di proporre il rimedio.
  • Per ottenere la rideterminazione della pena dopo la cancellazione di un aggravante è preferibile chiedere espressamente il rinvio per il giudizio di merito o sollevare censure specifiche che dimostrino la diretta incidenza del vizio sulla misura della pena, documentando gli elementi fattuali rilevanti.

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