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Sentenza

Sentenza n. 182/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l'annullamento della determinazione n. 0004180 Protocollo n. 0050569 del 02/12/2021 avente ad oggetto “Società Lo Squalo Bianco S.r.l. - Spiaggia Conca Verde - Comune di Santa Teresa Gallura - Assenza titolo per l'estensione della CDM n. 16 del 20/02/2020 ai sensi delle deliberazioni della G.R. n. 35/11 del 09.07.2020 e n. 20/46 del 01.06.2021 – Quantificazione e richiesta di indennizzo per occupazione senza titolo”, comunicata in data 7 dicembre 2021 ed in data 28 dicembre 2021, nonché di ogni altro atto antecedente, conseguente o comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202200076

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: richiesta di pagamento dell’indennizzo per occupazione senza titolo di un’area demaniale marittima ampliata temporaneamente

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni concedenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società, titolare di una concessione demaniale marittima, aveva ottenuto nel 2020 l’ampliamento temporaneo dell’area occupata e aveva successivamente chiesto il rinnovo dell’autorizzazione per il 2021. La Regione, ritenendo l’istanza non validamente presentata e comunque non accoglibile, aveva qualificato come senza titolo l’occupazione di una superficie di 40,35 mq e richiesto il pagamento del relativo indennizzo. La ricorrente ha dedotto: 1) violazione dell’art. 8 d.l. n. 400/1993, dell’art. 97 Cost. ed eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, per l’assenza di un sopralluogo o di un verbale attestante l’occupazione abusiva; 2) violazione dell’art. 103, comma 2, d.l. n. 18/2020 e della normativa emergenziale, sostenendo che la proroga operasse anche per il titolo temporaneo e contestando la legittimità della DGR n. 20/46/2021; 3) violazione dell’art. 10-bis l. n. 241/1990, poiché l’Amministrazione avrebbe avviato il procedimento di indennizzo senza previamente definire l’istanza di rinnovo; 4) violazione degli artt. 18-bis, 19 e 20 l. n. 241/1990, per formazione del silenzio-assenso; 5) violazione delle DGR n. 35/11/2020 e n. 20/46/2021 e dell’art. 10-bis l. n. 241/1990, sostenendo che i limiti del PUL relativi alle spiagge inferiori a 150 metri non fossero applicabili alle misure emergenziali di ampliamento delle superfici concesse.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Quanto all’asserita assenza di accertamenti, ha ritenuto che l’occupazione senza titolo risultasse pacificamente dalle comunicazioni della stessa società, la quale aveva ammesso la persistente occupazione dell’area ampliata; non era quindi necessario un ulteriore sopralluogo. Ha escluso l’applicabilità della proroga automatica prevista dall’art. 103, comma 2, d.l. n. 18/2020, richiamando il principio dell’Adunanza Plenaria n. 18/2021 secondo cui le proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime sono incompatibili con la direttiva 2006/123/CE e devono essere disapplicate sia dal giudice sia dalla pubblica amministrazione. Ha ritenuto che il provvedimento impugnato contenesse implicitamente anche il diniego del rinnovo, logicamente presupposto dalla richiesta di indennizzo, e che la ricorrente avesse dimostrato la completezza della pratica trasmessa al SUAPE, ma non di quella inoltrata ai Servizi regionali come richiesto dalla DGR n. 20/46/2021. Ha escluso la formazione del silenzio-assenso, trattandosi di procedimento concessorio che richiede un provvedimento espresso volto a verificare la qualificazione e l’idoneità del richiedente. Ha infine ritenuto legittima la considerazione dei limiti derivanti dal PUL e ha osservato che l’Amministrazione conservava un potere discrezionale di valutazione e comparazione degli interessi sull’istanza di rinnovo. La contestazione, formulata per la prima volta nella memoria ex art. 73 c.p.a., secondo cui la spiaggia avrebbe avuto lunghezza superiore a 150 metri, è stata dichiarata tardiva e non esaminata. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 8 d.l. n. 400/1993, convertito dalla l. n. 494/1993

    Richiamato quale fondamento della disciplina delle concessioni demaniali marittime e dell’indennizzo per l’occupazione senza titolo.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato in relazione ai principi di buon andamento, efficienza e imparzialità dell’azione amministrativa; le relative censure sono state ritenute infondate.

  • art. 103, comma 2, d.l. n. 18/2020, convertito dalla l. n. 27/2020, come modificato dal d.l. n. 125/2020, convertito dalla l. n. 159/2020

    Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati … in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.

    La disposizione, nella parte relativa alla proroga automatica delle concessioni demaniali marittime, è stata ritenuta incompatibile con la direttiva 2006/123/CE e quindi non applicabile.

  • art. 182, comma 2, d.l. n. 34/2020

    Richiamato attraverso il principio dell’Adunanza Plenaria n. 18/2021 sull’incompatibilità comunitaria delle proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime.

  • direttiva 2006/123/CE

    Ritenuta applicabile al rilascio e al rinnovo delle concessioni demaniali marittime; impedisce proroghe automatiche e generalizzate senza confronto concorrenziale.

  • art. 10 regol. cod. nav.

    Richiamato dalla disciplina regionale quale base per la richiesta di rinnovo provvisorio del titolo temporaneo scaduto.

  • artt. 10-bis, 18-bis, 19 e 20 l. n. 241/1990

    Le censure relative al preavviso di rigetto e al silenzio-assenso sono state respinte; il procedimento concessorio richiede un provvedimento espresso.

  • art. 73 c.p.a.

    La contestazione sulla lunghezza della spiaggia, proposta soltanto con memoria successiva al ricorso introduttivo, è stata considerata tardiva e non esaminata.

  • art. 88 c.p.a.

    Richiamato per recepire nella motivazione il principio affermato dall’Adunanza Plenaria n. 18/2021.

Massime di principio

  • Le proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime previste dalla normativa nazionale sono incompatibili con la direttiva 2006/123/CE; la norma interna incompatibile con una disposizione europea direttamente efficace deve essere disapplicata sia dalla pubblica amministrazione sia dal giudice, senza necessità di sollevare una questione di legittimità costituzionale.
  • L’Amministrazione può ritenere provata l’occupazione senza titolo di un’area demaniale senza disporre necessariamente un sopralluogo quando tale occupazione emerga in modo pacifico dalle comunicazioni e dalle dichiarazioni dell’interessato.
  • La richiesta di indennizzo per occupazione sine titulo può contenere implicitamente il diniego dell’istanza di rinnovo o proroga del titolo, quando il pagamento dell’indennizzo presupponga logicamente il rigetto della richiesta di regolarizzazione dell’occupazione.
  • Il silenzio-assenso non si forma, in assenza di una specifica previsione applicabile, sui procedimenti concessori che richiedono una valutazione espressa della qualificazione e dell’idoneità del richiedente.
  • La contestazione di un presupposto fattuale dell’atto impugnato proposta per la prima volta con una memoria successiva al ricorso introduttivo costituisce motivo nuovo tardivo e non può essere esaminata.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTermini del procedimento e silenzioMotivi aggiunti e ricorso incidentale
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiPrimato del diritto UE e disapplicazioneSilenzio della pubblica amministrazioneDifetto di istruttoriaDecadenza e tardività

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