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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34546/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per concorso nell'omicidio di Vincenzo Feola, deducendo: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche nonostante la collaborazione resa e il ravvedimento sotteso; (2) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione, nella massima estensione, della diminuzione di pena prevista per l'attenuante speciale ex art. 416-bis.1, terzo comma, cod. pen., con la conseguente asserita sproporzione della pena inflitta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso su entrambi i motivi, giudicandoli di puro merito e meramente ricognitivi di censures già valutate e respinte in sede di merito. Il Collegio ha ritenuto legittime e adeguatamente motivate le valutazioni del giudice di merito: ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche a favore del collaboratore di giustizia sono necessari elementi positivi ulteriori rispetto alla sola collaborazione, non riscontrati nel caso; inoltre la graduazione della pena rientra nell'ampia discrezionalità del giudice di cognizione e non appare arbitraria. Conseguentemente è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende per l'irritualità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 416-bis.1, terzo comma, cod. pen.

    La norma sull'attenuante speciale riconosce una diminuzione di pena per la collaborazione; la Corte ha ritenuto che tale attenuante sia stata adeguatamente valutata dal giudice di merito ma non giustifichi automaticamente il riconoscimento anche delle attenuanti generiche senza ulteriori elementi positivi.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. dalla legge 18/12/2020, n. 176

    Predisposizione del rito a trattazione scritta per il giudizio di legittimità; il processo di cassazione si è svolto con tale modalità.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Riferimento al principio che consente la condanna al pagamento di una somma a favore della Cassa delle ammende per i profili di colpa connessi all'impugnazione irrituale o manifestamente infondata.

Massime di principio

  • La collaborazione con la giustizia non comporta automaticamente il riconoscimento delle attenuanti generiche: il giudice richiede elementi positivi aggiuntivi rispetto alla sola collaborazione, che vadano oltre la premialità sanzionatoria già prevista.
  • Le questioni di valutazione del merito (accertamento dei fatti, apprezzamento della collaborazione e graduazione della pena) sono in genere inammissibili in Cassazione se si limitano a contrapporre una diversa valutazione delle prove già esaminate dal giudice di merito.
  • Il giudice di cognizione dispone di ampia discrezionalità nella graduazione della pena in presenza di circostanze attenuanti; tale autonomia è sindacabile in Cassazione solo se emerge arbitrio o illogicità manifesta.
  • Chi impugna in Cassazione deve focalizzarsi su profili di diritto o vizi formali/di motivazione non meramente ricognitivi: un ricorso che ripropone solo censures di fatto rischia l'inammissibilità e sanzioni economiche.
  • Per ottenere la massima estensione delle riduzioni previste dall'art. 416-bis.1 è opportuno documentare in modo specifico e circostanziato l'eccezionale rilevanza e utilità della collaborazione, non limitandosi a enunciare la qualità della stessa.

Testo integrale

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