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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47034/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino del 15/11/2021. Il ricorrente deduceva (1) la prescrizione delle condotte contestate già al 31/12/2021 e (2) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine alla prova: l'accertamento sarebbe stato eseguito solo nei confronti di una società terza e la condotta penalmente rilevante sarebbe stata ricostruita esclusivamente su presunzioni semplici derivanti dalle verifiche dell'Ufficio Antifrode, in particolare sull'uso del contante e su prelievi ritenuti restituzioni ai soci

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'imputato è deceduto il 14/05/2022. La Corte ha rilevato che, non essendovi elementi nelle sentenze di merito per pronunciare il proscioglimento ai sensi dell'art.129 c.p.p., è comunque necessario dichiarare l'estinzione del reato per morte dell'imputato e annullare la sentenza impugnata. In precedenza la Corte di appello aveva già dichiarato estinte per prescrizione le violazioni fino al 24/05/2011 e rideterminato la pena per i residui fatti (mesi 9 e giorni 10 di reclusione). Il Pubblico Ministero aveva chiesto l'annullamento senza rinvio per prescrizione, ma la Cassazione ha disposto l'annullamento per morte dell'imputato

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000

    art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma sostanziale relativa ai fatti contestati (illecito tributario). Dalle decisioni di merito risultava che alcune violazioni sono state ritenute prescritte fino al 24/05/2011; la Cassazione non ha invece pronunciato sul merito della ricostruzione probatoria di tale norma, avendo annullato per morte dell'imputato

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Applicato dalla Corte di Cassazione: la morte dell'imputato estingue il reato e impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata quando non siano stati emessi provvedimenti di proscioglimento ai sensi della norma

Massime di principio

  • La morte dell'imputato durante il procedimento di impugnazione estingue il reato e comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza (art.129 c.p.p.): la Cassazione provvede anche se le censure puntavano a motivi diversi (es. prescrizione).
  • Se la difesa comunica tempestivamente il decesso e produce il certificato, il giudice della legittimità deve accertare l'estinzione del reato per morte e pronunciare l'annullamento senza rinvio laddove non vi siano stati proscioglimenti previsti dalle norme processuali.
  • La prescrizione e la morte dell'imputato sono cause distinte di estinzione: il Tribunale o la Corte d'appello possono dichiarare prescrizione per periodi specifici, ma la Cassazione può comunque annullare per morte se sopravviene il decesso successivamente all'impugnazione.
  • Le prove basate su presunzioni semplici derivanti da accertamenti effettuati su una società terza necessitano di corroborazione: contestare tali presunzioni è possibile e costituisce un motivo valido di ricorso quando la connessione tra fatti accertati e responsabilità individuale non sia sufficientemente dimostrata.
  • Quando la decisione di merito contiene solo accertamenti relativi a soggetti diversi dall'imputato (es. società terze), la difesa deve sollevare il vizio di motivazione e l'insufficienza probatoria puntando all'assenza di elementi diretti che colleghino le condotte contestate all'imputato.
  • Il Procuratore generale può chiedere l'annullamento per prescrizione, ma il giudice di legittimità valuterà anche altre circostanze sopravvenute (es. decesso) che incidono sulla estinzione del reato.

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