Cassazione Penale, Sentenza n. 6777/2024 del 15/02/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Venezia del 06/02/2023 (pronunciata ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.) per omissione dell'avviso all'imputato circa la possibilita di sostituire la pena detentiva con una sanzione sostitutiva prevista dalla legge n. 689/1981. Il ricorrente denunciava violazione di legge (art. 20-bis d.lgs. 10/10/2022, n. 150; art. 53 legge 24/11/1981, n. 689; art. 545-bis c.p.p.) e vizio di motivazione in relazione al mancato avviso, nonostante l'imputato avesse manifestato in udienza disponibilita all'applicazione di una pena sostitutiva per pena detentiva breve. Inoltre il Pubblico Ministero in sede di requisitoria scritta aveva chiesto il non doversi procedere per mancanza di querela.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo determinante e' che le sentenze emesse ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. (concordato in appello) sono cassabili solo per specifiche ragioni consentite dalla giurisprudenza (formazione della volonta della parte ad accedere al concordato, consenso del pubblico ministero sulla richiesta, contenuto difforme della pronuncia del giudice). Le doglianze sollevate dall'imputato relative al mancato avviso sulla sostituzione della pena non rientrano tra le ipotesi di ammissibilita del ricorso; conseguentemente il ricorso e' stato respinto e il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila a titolo di sanzione pecuniaria. La richiesta del P.G. di non procedimento per mancanza di querela non e' stata accolta nella decisione di cassazione.
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
In tema di concordato in appello, è ammissibile il ricorso in cassazione avverso la sentenza emessa ex art. 599-bis cod. proc. pen. che deduca motivi relativi alla formazione della volontà della parte di accedere al concordato, al consenso del pubblico ministero sulla richiesta ed al contenuto difforme della pronuncia del giudice, mentre sono inammissibili le doglianze relative a motivi rinunciati, alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. ed, altresì, a vizi attinenti alla determinazione della pena che non si siano trasfusi nella illegalità della sanzione inflitta, in quanto non rientrante nei limiti edittali ovvero diversa dalla quella prevista dalla legge
La Corte interpreta l'art. 599-bis come limite all'impugnabilità in Cassazione: sono ammessi soltanto alcuni motivi attinenti alla correttezza del concordato in appello (formazione della volontà, consenso del PM, contenuto difforme). Difetti informativi o rilievi sulla determinazione della pena, se non traducibili in illegalità della sanzione, non rendono ammissibile il ricorso.
art. 20-bis d.lgs. 10/10/2022, n. 150
Norma richiamata dal ricorrente in relazione a disposizioni processuali di recente riforma; nel caso la Corte non ne trae un vizio che renda ammissibile il ricorso ex art. 599-bis.
art. 53 legge 24/11/1981, n. 689
Richiamato dal ricorrente con riferimento alle sanzioni sostitutive previste dalla legge n. 689/1981; la Corte non ha ritenuto che la mancata informazione su tali alternative costituisca motivo ammissibile di cassazione nella fattispecie.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Norma citata dal ricorrente in relazione a profili processuali; la Corte non ha ritenuto che la violazione contestata rientri tra le questioni di ammissibilità dell'impugnazione ex art. 599-bis.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicata per affermare che non sussiste mancata colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso, e quindi per conseguire la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
art. 81 cod. pen.
Citato nel procedimento di merito in relazione all'aumento per concorso di reati e alla diminuzione per il rito abbreviato; non centrale nella decisione di cassazione.
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato nel passaggio giurisprudenziale citato: la mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 è una delle questioni che, secondo la giurisprudenza, non rende ammissibile il ricorso avverso sentenze ex art. 599-bis se non incide sull'illegalità della sanzione.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000
Richiamata per sostenere il principio secondo cui non si configura assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso, giustificando la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
Massime di principio
- Le sentenze pronunciate ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. hanno limiti stringenti di impugnabilità in Cassazione: sono ammesse prevalentemente doglianze sulla formazione della volontà delle parti, sul consenso del PM e sulla conformità del contenuto della pronuncia; molti vizi procedurali o critiche sulla determinazione della pena risultano inammissibili.
- Se l'imputato, assistito o meno, manifesta consenso in udienza a soluzioni concordate (concordato o sostituzione della pena), la successiva impugnazione per mancata informazione è difficilmente ammessa, salvo che si contesti la formazione stessa della volontà in modo convincente e rientrante nelle categorie ammesse.
- Chi impugna deve verificare preliminarmente la tipologia della pronuncia impugnata: la disciplina specifica dell'art. 599-bis limita le strategie difensive in Cassazione e richiede il focalizzarsi su motivi ammessi per evitare l'inammissibilità e le relative sanzioni.
- La richiesta del Pubblico Ministero di non procedere per mancanza di querela è un profilo sostanziale che deve essere concretamente valutato e adeguatamente proposto in sede processuale; la sua mera esistenza non impedisce automaticamente la pronuncia di inammissibilità in Cassazione su altri profili procedurali.
- Il ricorrente che propone motivi manifestamente estranei alle categorie di ammissibilità è esposto alla condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie: va quindi valutata la fondatezza giuridica del motivo di impugnazione prima del deposito del ricorso.
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