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Sentenza

Sentenza n. 2670/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell’illegittimo silenzio serbato dalla Pubblica amministrazione resistente nell’ambito del procedimento di rilascio del visto per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202511676

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull’istanza volta all’attivazione del procedimento di rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro l’illegittimo silenzio dell’amministrazione sull’istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, successivamente alla proposizione del ricorso, la sede diplomatica ha rilasciato il visto richiesto. È stato inoltre proposto reclamo contro il decreto della competente Commissione che aveva dichiarato inammissibile l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che il rilascio del visto nel corso del giudizio abbia integralmente soddisfatto la pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state poste a carico del Ministero in ragione della soccombenza virtuale dell’amministrazione, quantificate in euro 500,00 oltre accessori, con rimborso del contributo unificato se versato. Il reclamo contro il diniego di ammissione al patrocinio a spese dello Stato è stato respinto, poiché l’art. 119 del d.P.R. 115/2002 richiede la presenza dell’istante sul territorio italiano, requisito non riscontrato nel caso concreto.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione

    Consente di agire contro il silenzio formatosi sull’istanza amministrativa; nel caso concreto, il ricorso è divenuto privo di oggetto sostanziale dopo il rilascio del visto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    cessazione della materia del contendere

    Trova applicazione quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa fatta valere.

  • art. 119 d.P.R. 115/2002

    presenza dell'istante sul territorio italiano

    La presenza dell’istante in Italia è stata ritenuta requisito necessario per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato; non essendo stata riscontrata, il reclamo contro il diniego è stato respinto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati a fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte mediante l’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il rilascio, nel corso del giudizio instaurato ai sensi dell’art. 117 c.p.a., del visto richiesto soddisfa integralmente la pretesa azionata e determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l’amministrazione soddisfa la pretesa del ricorrente dopo la proposizione del ricorso avverso il silenzio, le spese possono essere poste a suo carico sulla base della soccombenza virtuale.
  • Ai fini dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato secondo la disciplina richiamata dall’art. 119 del d.P.R. 115/2002, è necessaria la presenza dell’istante sul territorio italiano; in mancanza, il reclamo contro il diniego è respinto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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