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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39625/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e plurimi reati connessi. I motivi di doglianza erano: nullità della comunicazione dell'avviso di deposito degli atti e quindi violazione del diritto di difesa per impossibilità del difensore di partecipare in presenza e consultare gli atti prima dell'interrogatorio di garanzia; insufficienza dei gravi indizi di colpevolezza rispetto a numerosi capi di imputazione (anche con richiamo all'attività imprenditoriale lecita del ricorrente); insussistenza delle esigenze cautelari e sproporzione/inedeutezza della misura cautelare applicata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo profilo procedurale ha ritenuto la questione inammissibile in Cassazione in quanto la nullità dell'interrogatorio per vizi di notifica deve essere dedotta innanzi al GIP e, ove rigettata, in sede di riesame, non nel ricorso per cassazione; in ogni caso il difensore non aveva chiesto il differimento dell'interrogatorio, per cui non si è configurata una concreta lesione del diritto di difesa. Sul merito la Corte ha ritenuto adeguata e logica la motivazione del Tribunale di L'Aquila: le indagini tecniche (intercettazioni, rilevazioni posizionamento, osservazioni) e il sequestro (tra cui 900 grammi di cocaina e armi) fondano la gravità indiziaria richiesta per la custodia; è possibile desumere l'esistenza dell'associazione anche dai reati "fine" e dai facta concludentia (contatti, impiego di beni comuni, divisione dei compiti). Le esigenze cautelari sono state valutate coerentemente (ruolo apicale, persistenza dell'attività illecita, inidoneità di misure meno afflittive). Condanna del ricorrente alle spese e adempimenti ex art. 94 co.1-ter disp. att.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 art. 74

    Norma penale sulla disciplina degli stupefacenti, richiamata per la contestazione di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; la Corte valuta gli indizi alla luce delle indagini tecniche e dei sequestri.

  • d.P.R. 309/1990 art. 73, comma 1

    Riguarda il reato di detenzione e cessione di stupefacenti; utilizzato come "reato fine" per ricavare elementi indiziari a sostegno dell'associazione.

  • codice penale art. 629

    Norma sull'estorsione, citata tra i reati contestati; la sua presenza tra i reati fine contribuisce alla ricostruzione del quadro associativo.

  • codice procedura penale art. 293, 294, 309, 311

    Art.293/294 disciplinano deposito e interrogatorio di garanzia; art.309 riguarda il riesame; art.311 i rimedi in Cassazione: la Corte ha ritenuto che alcune censure relative all'interrogatorio vanno proposte al GIP e non in cassazione.

  • codice procedura penale art. 273

    Stabilisce il requisito della gravità degli indizi per le misure cautelari: la Corte ribadisce che a livello cautelare è richiesto il solo requisito della gravità indiziaria, non il livello di precisione e concordanza del giudizio di merito.

  • codice procedura penale artt. 274 e 275

    Dispongono sui presupposti e sui tipi di misure cautelari; la Corte ha ritenuto adeguata la valutazione del Tribunale circa le esigenze cautelari e l'adeguatezza della misura dati ruolo e persistenza dell'attività del ricorrente.

  • codice procedura penale art. 310

    Regola il riesame (impugnazione al Tribunale): la Corte osserva la correttezza del percorso argomentativo adottato dal Tribunale di riesame.

  • codice procedura penale art. 192

    Norma sul giudizio probatorio: la Corte chiarisce che ai fini cautelari non si richiedono i requisiti di precisione e concordanza dell'art.192 comma 2 che sono richiesti per il giudizio di merito.

  • disp. att. codice proc. pen. art. 94 co. 1-ter

    Riferimento formale agli adempimenti da porre in essere dopo il rigetto e alla condanna alle spese; la Corte dispone gli adempimenti conseguenti.

Massime di principio

  • Le censure sulla nullità dell'interrogatorio per vizi di notifica dovrebbero essere sollevate innanzi al GIP e, se rigettate, in sede di riesame: non sono normalmente ammissibili per la prima volta in Cassazione.
  • La mera brevissima distanza temporale tra avviso di deposito degli atti e interrogatorio non determina automaticamente la nullità: il difensore deve chiedere il differimento se non puo' esercitare concretamente il mandato; la mancata richiesta indebolisce la doglianza.
  • Ai fini della applicazione di misure cautelari personali è sufficiente la "gravità indiziaria" (art.273): non si richiedono i più stringenti criteri di precisione e concordanza del giudizio di merito.
  • L'esistenza di un'associazione per delinquere può essere desunta anche dai "reati fine" e dalle facta concludentia (contatti continui, impiego di beni comuni, divisione dei compiti, modalità esecutive): tali elementi sono valutazioni di fatto che il giudice di legittimità sindaca solo per illogicità manifesta.
  • Le interpretazioni alternative delle intercettazioni costituiscono, di regola, valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione salvo che emergano criteri interpretativi manifestamente illogici o inaccettabili.
  • La presenza di sequestri significativi (anche se parte del materiale è rinvenuto in aree condominiali comuni) può concorrere a fondare la gravità indiziaria a carico di un coabitante se integrata da altri elementi investigativi (intercettazioni, movimenti, rapporti).
  • Il ruolo apicale o organizzativo del prevenuto e la persistenza dell'attività illecita sono elementi che giustificano la permanenza di misure cautelari afflittive quando sussista il rischio di continuazione dell'attività anche da regime meno afflittivo.

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