Sentenza n. 1075/2026 - Ancona, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Note regionali che negavano la proroga del termine per assumere l’obbligazione giuridicamente vincolante relativa all’intervento viario finanziato con fondi FSC, nonché atti presupposti, delibere CIPE e convenzione tra Regione Marche e Comune di Osimo in parte qua
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune di Osimo, soggetto sub-attuatore di un intervento finanziato con fondi FSC 2014/2020 per la realizzazione di una nuova viabilità tra via della Sbrozzola e la S.P. 361 e di una rotatoria, impugnava le note con cui la Regione Marche aveva escluso la possibilità di prorogare il termine per l’assunzione dell’obbligazione giuridicamente vincolante. La convenzione del 10 agosto 2020 fissava tale termine al 31 dicembre 2021; il Comune aveva chiesto lo slittamento al 31 dicembre 2022 e aveva poi rappresentato le difficoltà di concludere entro tale data la fase di aggiudicazione dei lavori. Deduceva l’incompetenza della Regione e violazione di legge ed eccesso di potere, sostenendo che fosse erronea la qualificazione del termine come improrogabile. Nel corso del giudizio, dopo il definanziamento dell’opera da parte del Ministero, il Comune dichiarava il sopravvenuto difetto di interesse e chiedeva la declaratoria di improcedibilità; la Regione e l’interveniente ad opponendum aderivano alla definizione in rito, ma l’interveniente chiedeva la condanna del Comune alle spese per soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, in ragione della dichiarazione del Comune conseguente al definanziamento dell’opera e dell’adesione delle altre parti alla definizione in rito. Non ha quindi esaminato nel merito le censure di incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere. Ha compensato integralmente le spese: nei rapporti tra Comune e Regione, anche considerata la mancata opposizione della Regione; quanto all’interveniente, in considerazione della posizione delle parti principali, della natura volontaria e dipendente dell’intervento e della definizione in rito del giudizio.
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