Sentenza n. 5104/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
per la riforma della sentenza breve del Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima) n. 00151/2025, resa tra le parti
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva respinto il ricorso contro la revoca del certificato di idoneità all'esercizio dell'attività di ispettore e la conseguente cancellazione dal Registro unico ispettori
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha impugnato la sentenza breve del TAR Emilia-Romagna n. 151 del 2025, che aveva respinto il ricorso proposto contro il provvedimento ministeriale dell'11 dicembre 2024 di revoca del certificato di idoneità all'esercizio dell'attività di ispettore, con conseguente cancellazione dal Registro unico ispettori. Nel corso del giudizio d'appello, con dichiarazione depositata il 13 maggio 2026, l'appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito, precisando di non intendere più proseguire o riavviare l'attività ispettiva oggetto della controversia e, pertanto, di non avere interesse all'annullamento del provvedimento amministrativo impugnato.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché la stessa parte appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito e all'annullamento dell'atto amministrativo. Le spese del grado d'appello sono state integralmente compensate, in considerazione della peculiarità della fattispecie e della tempestività della dichiarazione, intervenuta prima della scadenza del termine per il deposito di documenti e memorie difensive.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso o dell'appello.
art. 38 c.p.a.
Richiamato dal giudice quale disposizione applicabile al giudizio amministrativo.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro delle disposizioni processuali applicate.
art. 73, comma 1, c.p.a.
Il termine per il deposito di documenti e memorie è richiamato per motivare la tempestività della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse e la compensazione delle spese.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce il presupposto, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'appellante.
artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quale ulteriore base normativa per la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità dell'appellante.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione di merito, quando renda attuale e incontestata la sopravvenuta inutilità della pronuncia richiesta, comporta la dichiarazione di improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse.
- La tempestività della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, intervenuta prima della scadenza del termine per il deposito di documenti e memorie difensive, può concorrere, insieme alla peculiarità della fattispecie, a giustificare l'integrale compensazione delle spese di giudizio.
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