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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4558/2023 del 02/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma in appello della condanna per bancarotta fraudolenta distrattiva relativa al fallimento della societa' TONTINI OCEAN FOOD s.r.l.: Basso contestava la sussistenza degli elementi della bancarotta patrimoniale distrattiva, l'omessa valutazione delle prove a discarico (in particolare le osservazioni del consulente della difesa su errori contabili e la possibile riqualificazione in bancarotta semplice documentale) e chiedeva la derubricazione o, alternativamente, la rilevanza della prescrizione; Tontini contestava la qualificazione di amministratore di fatto a suo carico, deducendo insufficienza e contraddittorieta' delle prove (dichiarazioni eteroaccusatorie, delega bancaria, testimonianza) e denunciava un'inversione dell'onere della prova rispetto al nesso causale tra la sua presunta veste gestionale e le distrazioni contestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi perché essi si sono limitati a chiedere una rivalutazione in fatto delle prove senza confrontarsi con le principali argomentazioni della decisione impugnata; ha richiamato il principio secondo cui la verifica della correttezza delle valutazioni probatorie compete al giudice di merito e non alla legittimità salvo vizi di diritto. In particolare la Cassazione ha ritenuto non fondate le censure di Basso circa le presunte irregolarita' contabili e l'omessa valutazione del consulente di parte; ha ritenuto non fondate le censure di Tontini sulla qualifica di amministratore di fatto e sull'onere della prova. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, i ricorrenti condannati al pagamento delle spese e a versare alla Cassa delle Ammende la somma di euro 3.000. La sentenza di merito (Corte d'Appello di Roma del 15/02/2022) che aveva confermato la condanna a 2 anni di reclusione per ciascuno, con pene accessorie per 5 anni e benefici (sospensione condizionale e non menzione) è rimasta sostanzialmente confermata nella sua efficacia perche' Cassazione non ha valutato il merito.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    presente nel testo della sentenza impugnata e richiamato nei limiti della gravame

    limita i motivi di ricorso in Corte di Cassazione, rilevando che i ricorsi non possono sollecitare una rivalutazione in fatto delle prove; la Corte rileva che gli appellanti hanno invece chiesto una diversa valutazione di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    citato per l'onere del versamento a favore della Cassa delle Ammende

    consente alla Corte di Cassazione di imporre, in caso di ricorso inammissibile, il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende; la Corte ha determinato l'importo in euro 3.000

  • Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997 (Dessinnone)

    principio secondo cui la Corte di Cassazione non puo' sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione degli elementi di fatto e delle prove; la mera prospettazione di una diversa valutazione non integra vizio di legittimita'

  • Sez. 5, n. 17228 del 17/01/2020 (Costantino)

    stabilisce che la prova della distrazione dei beni puo' essere desunta dalla mancata dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione dei beni non rinvenuti; la Cassazione ha richiamato questo principio per confermare l'onere probatorio a carico dell'amministratore

  • Sez. 5, n. 6548 del 10/12/2018 (Villa)

    ammette che l'esistenza e la consistenza dei beni societari possano essere desunte, anche indirettamente, dagli ultimi documenti attendibili; principio utilizzato per ritenere attendibili le scritture/bilanci che indicano disponibilita' di cassa

  • Sez. 5, n. 4865 del 25/11/2021

    indica i criteri per qualificare un soggetto come amministratore di fatto richiedendo prove significative e conclusive di funzioni direttive; la Corte ha ritenuto che tali criteri fossero soddisfatti nel caso di specie

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per una nuova valutazione in fatto delle prove: i ricorsi che chiedono una diversa lettura delle risultanze processuali senza dedurre vizi di diritto sono di regola inammissibili.
  • In reati di bancarotta la prova della distrazione puo' essere ricavata anche indirettamente dalle scritture e dagli ultimi bilanci attendibili; una volta dimostrata la mancata reperibilita' dei beni, grava sull'amministratore l'onere di spiegare la destinazione delle risorse.
  • Le dichiarazioni eteroaccusatorie possono concorrere a fondare la responsabilita' di terzi se sono corroborate da ulteriori elementi probatori; non sono perciò inidonee di per sé, ma la loro efficacia dipende dalla valutazione complessiva del materiale probatorio.
  • La qualifica di amministratore di fatto richiede prove significative e conclusive di ingerenza e direzione nelle scelte aziendali; la semplice titolarita' di una delega o rapporti di amicizia/colleganza sono elementi utili ma non automatici per la qualificazione.
  • La richiesta di derubricazione da bancarotta fraudolenta a bancarotta semplice/documentale richiede una censura motivata e puntuale sulla valutazione degli elementi psicologici (dolo vs colpa) e sulla tenuta delle scritture; censure generiche sono inammissibili in Cassazione.

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