Cassazione Civile, Ordinanza n. 25073/2023 del 23/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da distinti avvisi di accertamento emessi per IRES e IVA su contributi percepiti negli anni 2009, 2010 e 2011 da una società che svolgeva servizio di trasporto pubblico locale. L'Ufficio aveva recuperato a tassazione tali somme, ritenendole ricavi e corrispettivi imponibili, sul presupposto che il rapporto con la Provincia Autonoma di Bolzano dovesse essere riqualificato come contratto di servizio e che i contributi fossero connessi al servizio reso. La CTR aveva invece escluso la natura di ricavi ai fini delle imposte dirette e aveva negato l'assoggettamento a IVA, valorizzando la natura pubblicistica concessoria del rapporto e l'assenza di un nesso sinallagmatico. L'Agenzia ricorre per cassazione denunciando violazione di numerose norme civilistiche, tributarie, costituzionali ed eurounitarie, sostenendo in sintesi che i contributi dovevano essere considerati ricavi sia in contabilità sia fiscalmente, e che comunque costituivano corrispettivo di servizi imponibile IVA; la società e la Provincia resistono, eccependo anche tardività e inammissibilità del ricorso, oltre alla correttezza della sentenza impugnata.
La decisione
La Corte respinge le eccezioni preliminari di tardività, difetto di autosufficienza e inammissibilità ex art. 360-bis c.p.c.; quindi accoglie il ricorso solo in parte. Viene confermato l'orientamento per cui i contributi pubblici erogati per il trasporto pubblico locale non costituiscono componenti positivi di reddito e non sono imponibili ai fini delle imposte dirette. Invece, con riguardo all'IVA, la sentenza d'appello viene cassata perché la CTR non ha verificato in concreto se i contributi fossero direttamente connessi al prezzo del servizio e se consentissero alla società di praticare tariffe inferiori; occorre dunque un nuovo esame sul nesso tra contributo e corrispettivo. Il giudizio è rinviato alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado di Bolzano in diversa composizione anche per le spese.
Norme richiamate
art. 6, comma 11, D.L. n. 119/2018
sospesi, per un periodo di nove mesi, i termini di impugnazione
La sospensione straordinaria dei termini opera ex lege per le liti definibili, anche in assenza di concreta istanza di definizione, e si applica a beneficio di tutte le parti.
art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.
Il requisito di autosufficienza risulta rispettato quando la ricostruzione dei fatti di causa è sintetica ma comprensibile e consente di individuare le argomentazioni rilevanti.
art. 360-bis, n. 1, c.p.c.
L'inammissibilità ricorre solo se esiste una giurisprudenza di legittimità consolidata contraria alla tesi del ricorrente; tale condizione non era presente nella specie.
art. 85, comma 1, lett. h), TUIR
I contributi esaminati non sono stati considerati ricavi dalla CTR; la Cassazione conferma l'esclusione dall'imposizione diretta in base all'orientamento consolidato sui contributi al trasporto pubblico.
art. 3, comma 1, n. 3, D.L. n. 833/1986
I contributi alle imprese di trasporto pubblico sono esclusi dalla formazione del reddito imponibile e tale regola si applica anche ai contributi provinciali nel caso concreto.
art. 13, D.P.R. n. 633/1972
La base imponibile IVA comprende anche somme versate da terzi se direttamente connesse con il prezzo delle operazioni svolte.
art. 73, D.P.R. n. 633/1972
Richiamato come disposizione interna conforme alla disciplina eurounitaria sulla base imponibile IVA.
art. 17, comma 1, L.P. Bolzano n. 16/1985
Il contributo provinciale è erogato con contenuto ricognitivo e sulla base di costi standard predeterminati; la sua qualificazione giuridica non è decisiva per l'IVA, che dipende dalla funzione economica del contributo.
art. 14, L.P. Bolzano n. 16/1985
Tali contributi devono essere calcolati in modo da assicurare al concessionario, per i viaggiatori trasportati a tariffa preferenziale e speciale, un introito complessivo corrispondente a quello derivante dall'applicazione delle tariffe ordinarie
La norma mostra che i contributi possono incidere sul prezzo del servizio e quindi rilevare ai fini IVA se direttamente connessi alla riduzione tariffaria.
art. 8, Reg. (CE) n. 1370/2007
Richiamato dall'Agenzia quale parametro interpretativo, ma la Corte decide la questione facendo leva soprattutto sulla nozione di nesso diretto tra contributo e prezzo.
artt. 1322, 1325 e 1362 c.c.
Richiamati dalla ricorrente per contestare la qualificazione del rapporto; la Corte afferma che, ai fini IVA, la qualificazione formale del rapporto non è decisiva.
art. 3, 4 e 17, D.P.R. n. 633/1972
Norme invocate per l'assoggettabilità a IVA delle prestazioni di servizi e per la nozione di corrispettivo.
art. 2, 24 e 25, Direttiva 2006/112/CE
Richiamate in chiave eurounitaria per affermare che rileva la connessione diretta tra il pagamento del terzo e il prezzo del servizio.
Massime di principio
- Ai fini dell'IVA, un contributo erogato da un ente pubblico a favore di un operatore economico è imponibile solo se, in concreto, è direttamente connesso al prezzo di una determinata prestazione o cessione, cioè se consente di praticare al destinatario un prezzo inferiore in misura proporzionale all'importo ricevuto.
- La qualificazione formale del rapporto tra amministrazione e operatore come concessione, appalto o contratto di servizio non è di per sé निर्णisiva per l'IVA: occorre indagare la funzione economica del contributo e il nesso diretto con il corrispettivo.
- I contributi pubblici destinati a ripianare disavanzi di esercizio del trasporto pubblico locale non costituiscono componenti positivi di reddito e restano esclusi dall'imposizione diretta in forza della disciplina speciale di settore.
- La sospensione straordinaria dei termini di impugnazione prevista per le liti definibili opera automaticamente, anche senza istanza di definizione, e rende tempestivo il ricorso depositato nel periodo di sospensione.
- L'inammissibilità del ricorso per cassazione ex art. 360-bis, n. 1, c.p.c. richiede un orientamento di legittimità consolidato realmente contrario alla tesi del ricorrente.
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