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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13572/2026 del 14/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il decreto di revoca della confisca di prevenzione chiedendone l'annullamento o la revocazione per "fatto nuovo": in particolare la sopravvenuta assoluzione di Stefano Vurruso per il reato di usura (2018) e l'evoluzione giurisprudenziale (Cass. n. 45280/2024 e pronuncia CEDU Isaia e altri c. Italia, 25/09/2025). Hanno altresì contestato l'insufficiente accertamento del nesso tra i beni confiscati e i reati e la mancanza di correlazione temporale (ultimi delitti attribuiti al proposto nel 1999 vs acquisti dei beni 2012-2019), deducendo violazione dell'art. 28 d.lgs. 159/2011 e delle garanzie costituzionali (artt. 3, 24, 111 Cost.) e convenzionali (artt. 6, 7, 14 CEDU e art. 1 Prot. 1 CEDU).

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivazione: i mezzi dedotti erano, di fatto, censure della motivazione e non vizi di diritto ammessi nel ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione; la Corte d'appello aveva adeguatamente valutato le obiezioni e ritenuto che la sopravvenuta assoluzione non fosse decisiva alla luce di altri elementi di pericolosità emersi (fallimento della societa' Euromobili, ingente debito tributario, procedimenti per bancarotta 2014-2019). La Corte ha inoltre ritenuto che l'evoluzione interpretativa della giurisprudenza non costituisca automaticamente "fatto nuovo" idoneo alla revocazione ex tunc e che la pronuncia CEDU invocata non fosse mostrata come nuova e decisiva rispetto al consolidato indirizzo di legittimità. La questione di legittimità costituzionale proposta è stata dichiarata irrilevante e manifestamente infondata. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di €3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 28

    Norma richiamata nella decisione come disciplina della confisca di prevenzione; la Corte interpreta che la revocazione richiede elementi nuovi che dimostrino il difetto originario dei presupposti della misura, non essendo sufficiente il solo mutamento di indirizzo giurisprudenziale.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 10, comma 3

    Richiama la limitazione del ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione alla violazione di legge; la Corte ricorda che in tale nozione rientra anche la motivazione inesistente o meramente apparente.

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 27, comma 2

    Richiamato come norma che disciplina le impugnazioni dei provvedimenti di confisca; conferma il perimetro di ammissibilita' dei ricorsi in materia preventiva.

  • Costituzione, art. 3

    Invocato dai ricorrenti per profili di discriminazione/uguaglianza; la Corte non ha ritenuto che la fattispecie presenti violazioni di principio tali da giustificare la revoca.

  • Costituzione, art. 24

    Richiamato rispetto al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che le censure non fossero petizioni procedurali sopravenute ma mera rinnovazione degli argomenti già valutati.

  • Costituzione, art. 111

    Invocato in relazione al giusto processo; la Corte ha ritenuto che il giudizio di merito e la motivazione del provvedimento impugnato fossero congrui e non lesivi dei diritti di garanzia invocati.

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, artt. 6, 7, 14 e Protocollo 1 art. 1

    La pronuncia CEDU Isaia e altri e' stata citata dai ricorrenti: la Corte di legittimità osserva che le decisioni europee possono influenzare l'interpretazione, ma per valere come "fatto nuovo" devono essere realmente novative e decisive rispetto al precedente indirizzo giurisprudenziale nazionale, cosa non dimostrata nel caso.

  • Cassazione, Sez. U, n. 3513 del 2022 (giurisprudenza citata)

    Richiamata come affermazione di principio che amplia le ipotesi di revocazione quando emergano fatti sopravvenuti tali da dimostrare la carenza originaria dei presupposti della confisca; la Corte sottolinea tuttavia che l'applicazione concreta richiede che il fatto nuovo sia effettivamente decisivo.

  • Cassazione, Sez. 6, n. 45280 del 2024 (giurisprudenza citata)

    Citate dalle parti come evolutione interpretativa sulla rilevanza del giudicato assolutorio; la Corte rileva che tale orientamento rientra in un filone giurisprudenziale già presente e non costituisce di per sé un fatto nuovo decisivo nel caso concreto.

  • Corte EDU, Isaia e altri c. Italia, 25/09/2025 (giurisprudenza citata)

    Riferimento utilizzato per sostenere maggiori esigenze di nesso e correlazione temporale tra reati e beni; la Corte ha ritenuto che i ricorrenti non abbiano illustrato quale novità essenziale della pronuncia fosse decisiva per il loro caso.

Massime di principio

  • La sopravvenuta assoluzione di un imputato può costituire "fatto nuovo" ai fini della revocazione della confisca di prevenzione solo se dimostrata decisiva rispetto al giudizio di pericolosità, ossia se da sola o con altri fatti sopravvenuti determina il difetto originario dei presupposti della misura.
  • L'evoluzione della giurisprudenza di legittimità non è automaticamente un "fatto nuovo" idoneo alla revoca ex tunc di una misura definitivamente pronunciata; occorre che la modifica interpretativa sia tale da modificare sostanzialmente la valutazione dei presupposti alla data del provvedimento originario.
  • I ricorsi in materia di misure di prevenzione dinanzi alla Corte di cassazione sono ammessi limitatamente a vizi di diritto (compresa la motivazione inesistente o meramente apparente); le contestazioni che si risolvono in una rinnovata valutazione dei fatti di merito sono normalmente inammissibili.
  • Per ottenere la revoca per mancato nesso tra beni e reati i terzi devono dimostrare concretamente l'assenza di correlazione materiale e temporale e l'inesistenza della disponibilità dei beni da parte del proposto; mere argomentazioni generiche non sono sufficienti.
  • Le pronunce della Corte EDU possono influenzare l'interpretazione nazionale, ma la loro invocazione in sede di revocazione richiede la dimostrazione dell'innovatività e della decisività del principio applicabile al caso concreto.
  • La presentazione di ricorsi manifestamente inammissibili o infondati in materia di prevenzione può comportare condanne alle spese e sanzioni (es. somma da versare alla Cassa delle ammende).

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