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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20705/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente, quale terza interessata, impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il diniego di dissequestro dell'immobile di via Telesio n.1, sottoposto a sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente nell'ambito del procedimento penale contro il marito Ferrante Gianfranco. Denunciava violazione degli artt. 240-bis c.p. e 321, comma 2, c.p.p. e difetto assoluto di motivazione: il Tribunale non avrebbe valutato adeguatamente la sproporzione tra valore del bene e redditi dichiarati, né le risultanze della consulenza tecnica di parte che ricostruiva i redditi, finanziamenti e capacità contributiva del nucleo familiare; il bene sarebbe stato acquistato anteriormente al matrimonio e quindi non riconducibile al marito; inoltre venivano prodotte "motivi nuovi" e documentazione integrativa per dimostrare la lecita provenienza delle somme impiegate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e non consentiti in cassazione, rilevando che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato la misura, richiamando gli accertamenti della Guardia di Finanza e il contenuto di un'intercettazione ritenuta indiziariamente significativa. Ha inoltre escluso la possibilità di introdurre "motivi nuovi" in questa sede, considerandoli inammissibili perché attinenti al merito e non idonei a rendere specifici i motivi originari. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis c.p.

    Richiamata in relazione alla confisca cd. "allargata"; la Corte ha ritenuto evincibile dall'istruttoria e dalla motivazione del riesame la legittimità dell'applicazione della disciplina della confisca per equivalente, non ravvisando violazioni formali o sostanziali della norma

  • art. 321, comma 2, c.p.p.

    art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Assunto dal ricorrente per carenza di motivazione; la Corte ha valutato che il requisito motivazionale previsto dalla norma è stato soddisfatto dal Tribunale del riesame, che ha esaminato le risultanze investigative e le censure difensive con congrua motivazione

  • art. 416-bis c.p.

    Norma relativa al reato associativo (’ndrangheta) di cui era gravemente indiziato il marito: la Corte ha considerato, ai fini dell'apprezzamento indiziario collegato al sequestro, la gravità delle ipotesi di reato e le evidenze (intercettazioni e accertamenti) connesse al procedimento penale

Massime di principio

  • In cassazione contro provvedimenti cautelari patrimoniali è necessario formulare motivi specifici e non generici: la mera riproposizione di doglianze di merito è inammissibile
  • Le valutazioni del giudice del riesame che richiamano accertamenti della Guardia di Finanza e contenuti intercettivi, se adeguatamente motivate, sono idonee a sostenere misure di sequestro/confisca e difficilmente possono essere disinnescate in sede di legittimità con censure generiche
  • I "motivi nuovi" di merito non possono essere proposti per la prima volta in cassazione per sanare l'inammissibilità dei motivi originari: la parte deve produrre tempestivamente le prove e le analisi tecniche nei gradi ordinari
  • L'acquisto di un bene anteriore al matrimonio non vale automaticamente a garantire l'inesistenza di profili di illiceità patrimoniale: la parte che invoca la lecita provenienza deve fornire documentazione probante già nei gradi di merito
  • La presunzione di lecita accumulazione può essere efficacemente contrastata solo con prove documentali precise (rendiconti, flussi bancari, documentazione dei finanziamenti), non con deduzioni generiche
  • Se l'ordinanza del riesame valuta specifici elementi indiziari (es. intercettazioni, alienazioni sospette, mancata giustificazione di altri acquisti), la Cassazione verifica soprattutto la correttezza giuridica e la motivazione, non riesamina liberamente il merito degli accertamenti

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