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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45695/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza del Giudice di Pace di Afragola che aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti di Auriemma Angelina perché i reati (lesioni personali e minacce, richiamati in relazione agli artt. 612 e 582 c.p.) si erano estinti per intervenuta remissione di querela. I ricorrenti, tramite difensore, hanno dedotto la violazione dell'art. 152 c.p. sostenendo di non aver mai inteso rimettere la querela: lamentano che il difensore si è recato in udienza solo dopo la sua conclusione e ha così appreso della pronuncia determinata da una tacita remissione di querela.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto corretta la declaratoria di estinzione dei reati in quanto il decreto di citazione, regolarmente notificato alle persone offese, conteneva l'espresso avvertimento che la mancata comparizione sarebbe stata valutata come remissione di querela; la Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata (Sezioni Unite e successivi precedenti) che ammette la remissione tacita per mancata comparizione dell'offeso previamente ed espressamente avvertito. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 152 c.p.

    Richiamato dai ricorrenti come normativa violata: la Corte non ha ritenuto che vi sia stata una violazione idonea a rendere illegittima la declaratoria di remissione tacita, avendo il decreto di citazione contenuto l'avvertimento richiesto.

  • art. 612 c.p.

    Norma richiamata per la descrizione di uno degli illeciti contestati (atti persecutori/minacce nella fattispecie indicate nella sentenza); il reato è stato dichiarato estinto per remissione di querela.

  • art. 582 c.p.

    Norma relativa alle lesioni personali, citata come fatto-reato per cui era stata proposta la querela e che è stata dichiarata estinta per remissione tacita.

  • art. 616 c.p.p.

    Norma procedurale che autorizza la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende; applicata dalla Corte per ragioni di inammissibilità dei ricorsi.

  • Giurisprudenza - Sez. U, Sentenza n. 31668 del 23/06/2016

    Principio richiamato: la mancata comparizione del querelante all'udienza, previamente ed espressamente avvertito che la sua assenza sarebbe stata interpretata come remissione, integra una remissione tacita di querela.

  • Giurisprudenza - Sez. 4, Sentenza n. 5801 del 29/01/2021

    Conferma e puntualizza che il giudice deve motivare la compatibilità degli atti del querelante con la volontà di persistere nella querela quando dichiara l'estinzione per remissione tacita; ribadito nel caso in esame come fondamento della decisione.

Massime di principio

  • La mancata comparizione del querelante all'udienza, se preceduta da un espresso avvertimento nel decreto di citazione che l'assenza sarà valutata come remissione di querela, può essere interpretata come remissione tacita e determinare l'estinzione del reato.
  • Il giudice, nel dichiarare l'estinzione per remissione tacita, deve fare riferimento all'avvertimento e al comportamento del querelante che risultino incompatibili con la volontà di persistere nella querela; la presenza nel decreto di citazione dell'avvertimento è un elemento determinante.
  • Se il querelante non intende rinunciare alla querela, è essenziale comparire in udienza o comunicare tempestivamente e in modo efficace la volontà di persistere (es. istanza di rinvio, giustificazione documentata), altrimenti i rimedi risultano limitati.
  • Il tardivo arrivo del difensore dopo la conclusione dell'udienza non è di per sé sufficiente a impedire la decorrenza della remissione tacita se l'assenza dell'offeso è avvenuta nonostante l'espresso avvertimento.
  • In presenza di dubbi sulla regolarità della notifica o sull'effettività dell'avvertimento, è possibile valorizzare eventuali mezzi di impugnazione, ma l'esistenza di un avvertimento scritto e regolarmente notificato rende più difficoltosa la riforma della declaratoria di remissione tacita.

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