Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39987/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la qualificazione della condotta come tentata rapina impropria da parte del GIP dopo giudizio abbreviato. Il ricorrente deduce violazione degli artt. 56 e 628 c.p., sostenendo che la rapina impropria si consuma anche quando, dopo la sottrazione della cosa, l'agente adoperi violenza o minaccia per garantirsi il possesso o l'impunità, senza che sia necessario l'effettivo impossessamento della cosa. Il GIP aveva ritenuto che, non essendosi realizzato l'impossessamento autonomo della merce, dovesse trattarsi di tentativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha richiamato la giurisprudenza che distingue rapina propria e rapina impropria, affermando che la rapina impropria si consuma con la sola sottrazione se subito dopo è usata violenza o minaccia per assicurare il possesso o l'impunità, mentre il tentativo è configurabile quando gli atti di sottrazione non si compiono per cause indipendenti dalla volontà dell'agente e poi viene usata violenza per procurarsi l'impunità. Nella fattispecie, la corte ha ritenuto che la merce fosse stata sottratta alla sfera di vigilanza del proprietario (l'imputata aveva nascosto i capi nella borsa, oltrepassato la barriera antitaccheggio e subito esercitato violenza contro l'addetta), quindi non è pacifico che mancasse la sottrazione; per tali ragioni ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il fascicolo alla Corte d'appello di Torino per nuovo giudizio, affinché valuti, alla luce dei principi richiamati, se si sia verificata rapina impropria consumata o tentata.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    Riferimento alla disciplina del tentativo: la Corte ha richiamato il criterio per distinguere tra reato consumato e tentato con riferimento alla rapina impropria.

  • art. 628 cod. pen.

    La Corte interpreta il comma 2 (rapina impropria) nel senso che la consumazione richiede la sottrazione seguita da violenza o minaccia finalizzata al possesso o all'impunità; non è richiesto l'impossessamento materiale come elemento del reato.

  • art. 1140 cod. civ.

    Richiamata per la nozione di possesso ("signoria indipendente ed autonoma"), per spiegare la differenza tra mera apprensione/sottrazione e impossessamento.

  • art. 569 quarto comma cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per il rinvio del fascicolo alla Corte d'appello per nuovo giudizio dopo annullamento.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 11135 del 22/02/2017

    Conferma che la rapina impropria può consumarsi quando la violenza segue la sottrazione, anche senza impossessamento.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 34952 del 19/04/2012

    Principio secondo cui il comma secondo dell'art. 628 c.p. fa riferimento alla sottrazione e non all'impossessamento; la rapina impropria si perfeziona anche se la violenza segue la sola apprensione del bene.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 52117 del 17/07/2014

    Richiamata per spiegare che la vigilanza della persona offesa o del personale di sorveglianza impedisce l'impossessamento ma non la sottrazione.

Massime di principio

  • La rapina impropria (art. 628, comma 2) si consuma con la sola sottrazione seguita da violenza o minaccia destinata a garantire il possesso o l'impunità; non è necessario l'effettivo impossessamento della cosa.
  • Si configura tentativo di rapina impropria quando gli atti idonei alla sottrazione non vengono portati a compimento per cause indipendenti dalla volontà dell'agente e successivamente viene usata violenza per assicurarsi l'impunità.
  • La presenza di controllo o sorveglianza da parte del personale non esclude la sottrazione: tale vigilanza può impedire l'impossessamento autonomo ma non l'apprensione o la sottrazione materiale del bene.
  • Nella valutazione di fatto occorre accertare se la merce è stata posta fuori dalla sfera di vigilanza del proprietario (anche temporaneamente) prima dell'uso della violenza; questo elemento è decisivo per qualificare consumazione vs tentativo.
  • In caso di dubbio o errore di qualificazione, il PM può impugnare per vizi di diritto: la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio per la corretta applicazione dei principi giurisprudenziali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.