Sentenza n. 9773/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento - della graduatoria finale di merito, pubblicata il 7 maggio 2024, per le riserve dei posti di cui all’art. 1, c.1, lett. b) del bando (decreto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri del 2 maggio 2023) con cui è stato indetto il “concorso pubblico, per esami e titoli, per il reclutamento di 3.763 allievi carabinieri in ferma quadriennale del ruolo appuntati e carabinieri dell’Arma dei Carabinieri”, nella parte in cui non sono presenti i nominativi degli odierni ricorrenti (doc, 3); - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale comunque lesivo degli interessi della parte ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: graduatoria finale di merito del concorso per il reclutamento di allievi carabinieri, nella parte in cui non includeva i ricorrenti
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione procedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la graduatoria finale di merito pubblicata il 7 maggio 2024, relativa alle riserve di posti previste dall’art. 1, comma 1, lettera b), del bando del concorso pubblico per esami e titoli per il reclutamento di 3.763 allievi carabinieri in ferma quadriennale. Chiedevano l’annullamento della graduatoria nella parte in cui non riportava i loro nominativi, nonché degli atti presupposti, connessi e consequenziali. Dal testo non emergono ulteriori motivi di legittimità specificamente dedotti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione del difensore relativa alla sopravvenuta carenza di interesse delle parti ricorrenti alla decisione. Non è stata quindi esaminata la legittimità della graduatoria né sono stati valutati i motivi sostanziali di ricorso. Le spese di lite sono state compensate tra le parti costituite, ritenendo equo tale esito in considerazione dell’andamento e dell’esito in rito della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nel contesto della definizione in rito del giudizio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento dei dati delle parti.
art. 1, comma 1, lettera b), del bando di concorso
Disposizione del bando relativa alle riserve di posti, nell’ambito delle quali era stata impugnata la graduatoria.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara o fa dichiarare dal difensore la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame dei motivi di merito.
- In caso di definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate quando l’andamento e l’esito in rito della controversia rendano equa tale soluzione.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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