Cassazione Penale, Sentenza n. 41510/2024 del 12/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con plurime censure: 1) presunta nullità per mancato rinvio per legittimo impedimento del difensore all'udienza preliminare (violazione artt. 178,179,180,420-ter c.p.p. e art.486 c.p.p.); 2) tardiva comunicazione al difensore delle conclusioni del Procuratore generale (art.598-bis c.p.p.); 3) violazione del termine di comparizione in appello (art.601, comma 3 c.p.p.); 4) carenze e contraddittorietà della motivazione circa la responsabilità per usura aggravata, contestando la valutazione delle dichiarazioni delle persone offese e delle intercettazioni (art.546 c.p.p.); 5) omissione dell'avviso sulla possibilità di sostituzione della pena detentiva (art.545-bis c.p.p.); 6) insufficiente istruttoria su importi, tempi dei prestiti e aggravanti ex art.644 c.p.; 7) vizio nella determinazione della pena superiore al minimo edittale (art.133 c.p. e artt.3 e 27 Cost.).
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Motivi principali: molti motivi sono stati ritenuti generici e carenti dei requisiti di specificazione (art.581 c.p.p.), quindi inammissibili; la tardiva trasmissione delle conclusioni del Procuratore generale, pur accertata, non ha prodotto un concreto pregiudizio della difesa nel giudizio cartolare (la difesa ha depositato memoria utilizzando 8 giorni a disposizione) e le conclusioni del P.G. si limitavano a chiedere la conferma della sentenza impugnata; l'eccezione sul termine di comparizione (art.601) è infondata per applicabilità temporale della nuova disciplina; le censure di merito sulla responsabilità per usura e sulle intercettazioni sono fondate su rivalutazioni di fatto non sindacabili in sede di legittimità e le sentenze di primo e secondo grado risultano conformi e motivatamente fondate su dichiarazioni della persona offesa, riscontri testimoniali e intercettazioni; l'omessa formula dell'avviso di cui all'art.545-bis non determina nullità quando il giudice implicitamente ritiene non sussistere i presupposti per la sostituzione; la determinazione della pena è adeguatamente motivata e non affetta da manifesto illogicità. Conseguenze: confermata la condanna di merito, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla contribuzione alla cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità (art.616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 178 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione ai principi processuali e ai termini procedurali, invocata nei motivi ma non ritenuta idonea a fondare specifiche doglianze per cassazione
art. 179 cod. proc. pen.
Richiamata insieme ad altre norme procedurali; nessuna applicazione decisiva in grado di mutare l'esito del ricorso
art. 180 cod. proc. pen.
Richiamata nei motivi relativi ai termini e alle formalità, ma il Collegio non ha ritenuto la violazione suscettibile di arrecare pregiudizio concreto
art. 420-ter cod. proc. pen.
Invocato dal ricorrente in rapporto ai termini del giudizio e alle procedure di impugnazione; la Corte non ha ritenuto la presunta violazione idonea a determinare inammissibilità diversa
art. 429 cod. proc. pen.
Richiamata nella discussione sulla rilevanza della nullità del decreto che dispone il giudizio; la Corte territoriale aveva affermato che il rigetto della richiesta di rinvio non produce automaticamente la nullità del decreto
art. 486, comma 5 cod. proc. pen.
Norma relativa al rigetto dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento; il ricorrente non ha specificato adeguatamente le ragioni di illegittimità del provvedimento impugnato
art. 598-bis cod. proc. pen.
Stabilisce i termini per la trasmissione delle conclusioni del Procuratore generale; la Corte ha ritenuto che la tardiva trasmissione richiede la dimostrazione di un concreto pregiudizio alla difesa, specialmente in giudizio cartolare
art. 601, comma 3 cod. proc. pen.
Fissava il termine a comparire in appello; la Corte ha ritenuto che la nuova disciplina (termine di 40 giorni) è applicabile solo alle impugnazioni proposte dopo il 30/06/2024 e quindi non applicabile al caso
art. 546 cod. proc. pen.
Richiamata in ordine alla motivazione sulla responsabilità penale dell'imputato per usura; la Corte ha ritenuto la motivazione di merito congrua e non suscettibile di sindacato in sede di legittimità per vizi di fatto
art. 545-bis cod. proc. pen.
Stabilisce l'obbligo di avviso sulle possibilità di sostituzione della pena; la Corte ha affermato che l'omessa formulazione dell'avviso non comporta automaticamente la nullità quando il giudice, implicitamente, ritiene inidonei i presupposti per la sostituzione
art. 644 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di usura; la Corte ha ritenuto che il compendio probatorio (dichiarazioni, riscontri e intercettazioni) fosse sufficiente a dimostrare l'usurarietà e le aggravanti
art. 133 cod. pen.
Criteri di determinazione della pena; la Corte ha ritenuto congrua la pena superiore al minimo edittale e ha ribadito che la Corte di Cassazione non procede a nuova valutazione del merito della congruità se la motivazione è logicamente sufficiente
artt. 3 e 27 Cost.
Richiamati dal ricorrente in relazione alla proporzionalità e alla funzione rieducativa della pena; la Corte non ha rilevato violazioni costituzionali nella determinazione del trattamento sanzionatorio
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che prevede la condanna alle spese del procedimento e possibilmente sanzioni per ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e alla contribuzione alla cassa delle ammende
Massime di principio
- Le doglianze procedurali devono essere specifiche e corredate dei requisiti di legge (art.581 c.p.p.): motive generici sono inammissibili e possono determinare il rigetto o la condanna per lite temeraria.
- La tardiva trasmissione delle conclusioni del Pubblico Ministero in appello richiede la dimostrazione di un concreto pregiudizio per la difesa, soprattutto nei giudizi cartolari; l'assenza di contenuti nuovi o argomentazioni decisive rende la tardività inefficace ai fini dell'annullamento.
- Le modifiche normative sui termini processuali (es. art.601 c.p.p.) possono avere efficacia temporale differenziata: verificare sempre la data di entrata in vigore e le eventuali proroghe o disposizioni transitorie prima di fondare censure.
- In Cassazione non è consentita una rinnovata valutazione del merito dei fatti o delle prove: le censure che si limitano a proporre una versione alternativa dei fatti sono inammissibili a meno che non si dimostri un travisamento manifesto della prova.
- L'omessa formulazione dell'avviso sulla possibilità di sostituzione della pena (art.545-bis) non comporta automaticamente la nullità della sentenza se il giudice ha implicitamente ritenuto non sussistere i presupposti per la misura sostitutiva.
- Per le doglianze relative alla determinazione della pena è necessario dimostrare la manifesta illogicità o l'arbitrio motivazionale: la Corte di Cassazione verifica la sufficienza logico-giuridica della motivazione, non la congruità tecnica della pena.
- Ricorsi inammissibili o manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni (art.616 c.p.p.); valutare il rischio processuale prima di proporre impugnazioni generiche o prive di documentazione comprovante.
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