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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38129/2022 del 10/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto l'ammissione all'affidamento in prova (art. 47 L. 26 luglio 1975, n. 354) per l'esecuzione della pena (2 anni e 6 mesi) relativa a condanna per omicidio colposo plurimo e crollo di costruzioni derivante da lavori edili eseguiti in violazione delle regole tecniche. Il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato l'istanza valutando la gravita' della condotta (demolizione con mezzi meccanici nonostante prescrizioni), l'assenza di qualsiasi risarcimento alle parti civili nonostante la statuizione civile pari a 1.500.000 euro, la scarsita' di atti concreti di ravvedimento (solo un versamento simbolico di 50 euro mensili proposto verso una Onlus) e il perdurante esercizio dell'attivita' lavorativa che avrebbe esposto il ricorrente al rischio di reiterazione dell'illecito. Il ricorrente ha censurato la motivazione come illogica e abnorme, sostenendo la natura colposa dell'evento inserita in una catena di responsabilita' e la propria collaborativita' e disponibilita' al risarcimento tramite polizze o attivazione di altri soggetti tenuti al pagamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo corretta e non viziata la valutazione del Tribunale di sorveglianza. La Suprema Corte ha confermato che il Tribunale ha adeguatamente considerato la storia personale e giudiziaria, la gravita' della condotta, l'assenza di risarcimenti pur non risultando ostative le condizioni economiche del condannato, e la scarsa significativita' di atti simbolici. Il ricorrente e' stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47 L. 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    disciplina dell'affidamento in prova al servizio sociale

    L'ammissione all'affidamento in prova e' misura discrezionale; pur non essendo subordinata per legge al risarcimento del danno, il Tribunale puo' negativamente tener conto dell'ingiustificata indisponibilita' del condannato a risarcire la vittima come elemento ostativo all'ammissione

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1: n. 39266 del 15/06/2017; n. 30785 del 09/07/2001, Legiani; n. 17032 del 27/03/2003; n. 39474 del 25/09/2007)

    precedenti indicati nella sentenza

    Costante orientamento secondo cui la mancata disponibilita' al ristoro del danno, se ingiustificata, costituisce elemento valutabile negativamente ai fini del diniego dell'affidamento in prova

Massime di principio

  • L'affidamento in prova e' una misura discrezionale: il giudice valutera' complessivamente personalita', condotta e segni di ravvedimento concreti, non meramente simbolici.
  • La presenza di vittime con danni accertati e la mancata attivita' risarcitoria del condannato, senza valida giustificazione, possono legittimamente costituire motivo per negare la misura alternativa.
  • La gravita' e la qualita' della condotta (anche se colposa) e il contesto fattuale sono rilevanti: se il comportamento mostra superficialita' o spregiudicatezza la probabilita' di rieducazione puo' essere messa in dubbio.
  • Il rischio di recidiva e la possibilita' di riprendere attivita' in cui e' stato commesso il reato sono elementi valutabili negativamente.
  • Offerte simboliche o marginali di riparazione (es. versamenti irrisori a onlus) hanno scarso valore probatorio in ordine a un reale ravvedimento e impegno risarcitorio.
  • In sede di Cassazione non e' possibile ottenere una semplice rivalutazione dei fatti o una diversa prudente apprezzamento del merito: occorre dimostrare vizi di diritto o vizio di motivazione rilevante.
  • Per candidarsi con successo a misure alternative conviene documentare azioni concrete di riparazione (provvisionali o escussione di polizze quando possibile), percorsi di trattamento/riabilitazione e cause oggettive dell'impossibilita' di risarcire.

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