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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12965/2023 del 28/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi impugnavano la sentenza d'appello che: dichiarava prescrizione per il reato previsto dall'art. 677 c.p.; confermava le condanne per l'art. 650 c.p. (inosservanza ordinanza sindacale di sgombero) irrogando 2 mesi di arresto; concedeva a Pascale, Izzo e Amura la sospensione condizionale della pena subordinata alla prestazione di lavori di pubblica utilità. Amura deduceva l'erronea subordinazione del beneficio ex art. 165 c.p. senza il suo consenso (violazione del divieto di subordinazione ove l'imputato si opponga). Ferraro contestava la mancata dichiarazione di prescrizione del reato di cui all'art. 650 c.p., sostenendo che fosse reato istantaneo o assorbito in quello di cui all'art. 677 c.p. Pascale e Izzo lamentavano l'eccessività della pena e la mancata concessione delle attenuanti, ma i loro ricorsi furono depositati personalmente senza difensore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di Rosa Amura limitatamente al profilo della subordinazione della sospensione condizionale alla prestazione di lavori di pubblica utilità: la decisione è stata annullata e rinviata alla Corte d'Appello di Napoli in diversa composizione per rinnovo della valutazione su quel punto. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Silvana Pascale e Michelina Izzo perché proposti personalmente e senza difensore (violazione art. 613 c.p.p. come modificato dalla legge n. 103/2017) e ha dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza il ricorso di Salvatore Ferraro (resistenza alla tesi della prescrizione/inesistenza del reato permanente). Per Pascale, Izzo e Ferraro è stata disposta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Rimane definitivamente accertata la responsabilità di Amura per il reato di cui all'art. 650 c.p., mentre la questione della subordinazione del beneficio dovrà essere riesaminata in appello.

Norme richiamate

  • art. 165 cod. pen.

    La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'espletamento di lavori di pubblica utilità solo se l'imputato non vi si oppone; tale "non opposizione" può essere implicita ma deve essere desumibile da comportamenti dell'imputato (es. aver richiesto il beneficio o avervi già usufruito). Nel caso concreto mancava elemento per desumere consenso implicito di Amura, per cui la subordinazione concessa ex officio è illegittima.

  • art. 650 cod. pen.

    Reato relativo all'inosservanza di un ordine dell'Autorità (sgombero). La Corte ha ritenuto che, in assenza di termine perentorio fissato dall'Autorità, l'inottemperanza può avere natura di reato permanente che si estingue con l'adempimento o l'intervento coattivo definitivo dell'Autorità; pertanto la valutazione della consumazione e della prescrizione dipende da circostanze di fatto.

  • art. 677 cod. pen.

    Norma relativa all'omissione di lavori necessari per la sicurezza (pericolo di crollo). In sede di appello quel reato è stato dichiarato prescritto; la Cassazione ha ritenuto distinti i profili di responsabilità tra art. 677 e art. 650 con riferimento ai soggetti coinvolti.

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente Ferraro per questioni sulla prescrizione/consumazione; la Cassazione ha ritenuto infondate le argomentazioni che chiedevano di qualificare diversamente la natura temporale del reato contestato.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma di riferimento per i motivi di ricorso in cassazione; citata quale parametro di valutazione dei motivi proposti (errori di diritto).

  • art. 613 cod. proc. pen. e legge 23/6/2017 n. 103 (art. 1, comma 63)

    Dalla modifica normativa deriva che il ricorso per cassazione non può essere proposto personalmente dalla parte: deve essere sottoscritto da difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione; la violazione comporta inammissibilità. Applicato per i ricorsi di Pascale e Izzo.

  • art. 23-bis legge n. 176/2020

    Richiamato proceduralmente in sede di discussione delle conclusioni del Procuratore Generale; menzione formale nell'istruttoria della causa (non decisiva sul merito delle censure).

Massime di principio

  • La subordinazione della sospensione condizionale della pena a lavori di pubblica utilità richiede l'assenza di opposizione dell'imputato: il consenso può essere implicito ma deve essere desumibile da comportamenti specifici dell'imputato (es. richiesta del beneficio, precedente fruizione). Se la subordinazione è concessa ex officio senza elementi che provino la non opposizione, la decisione è annullabile.
  • Nei reati omissivi consistenti nell'inottemperanza a un ordine dell'Autorità occorre verificare se l'ordine fissava un termine perentorio: se sì, il reato ha natura istantanea e la prescrizione decorre dal termine; se no, la condotta può avere carattere permanente e la consumazione cessa solo con l'adempimento effettivo o con un intervento coattivo definitivo dell'Autorità.
  • L'assorbimento fra contestazioni diverse richiede identità sostanziale di condotta e destinatari della contestazione: reati diversi aventi presupposti e soggetti differenti non si assorbono automaticamente.
  • I ricorsi per cassazione devono rispettare le regole formali di rappresentanza: la mancata sottoscrizione da parte di un difensore abilitato comporta l'inammissibilità del ricorso.
  • La valutazione sulla prescrizione o sulla natura permanente/istantanea del reato dipende molto dai fatti accertati in sede di merito (es. esistenza di intervento coattivo definitivo) e l'onere di allegazione in cassazione è stringente se si invoca un fatto estintivo.

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