L.R. Lombardia 30/2022
Modifiche alla legge regionale 24 giugno 2015, n. 17 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge aggiorna la l.r. Lombardia 17/2015 su prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, corruzione, usura, sfruttamento del lavoro e riuso dei beni confiscati. Introduce piani triennali e tavoli di lavoro, rafforza strumenti di trasparenza negli appalti e prevede oneri solo per il 2023-2024 e per l’esercizio 2023 per la piattaforma informatica.
Modifiche alla disciplina regionale lombarda su legalità, antimafia e beni confiscati
Modifiche alla legge regionale lombarda sulla legalità e il contrasto alla criminalità organizzata
La legge regionale Lombardia 20 dicembre 2022, n. 30 interviene in modo ampio sulla l.r. 24 giugno 2015, n. 17, rafforzando le politiche regionali di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, della corruzione e dei fenomeni di illegalità, con particolare attenzione ai beni confiscati, alla trasparenza degli appalti e alla formazione alla legalità.
Finalità generali e ambito di intervento
La disciplina regionale viene ampliata per includere espressamente:
- il recupero dei beni confiscati per finalità sociali;
- il contrasto all’infiltrazione e al radicamento di tutte le forme di criminalità organizzata, in particolare mafiosa;
- il contrasto ai fenomeni corruttivi e ai comportamenti irregolari e illegali;
- la promozione della cultura della legalità, della solidarietà e dell’etica della responsabilità, a tutela dell’impresa sana e del lavoro regolarmente retribuito.
La Regione promuove inoltre interventi contro usura, estorsione, sovraindebitamento, spaccio di stupefacenti, prevaricazioni sociali e tentativi di infiltrazione mafiosa nell’economia legale, nel proprio ambito di competenza.
Piano integrato delle azioni regionali
Viene introdotto un piano integrato triennale delle azioni regionali per:
- diffusione della cultura della legalità;
- promozione della cittadinanza responsabile;
- prevenzione del crimine organizzato e mafioso;
- prevenzione dei fenomeni corruttivi.
La Giunta regionale lo predispone ogni tre anni, raccordandosi con gli strumenti previsti dal decreto-legge n. 80/2021, indicando risorse finanziarie, organizzative e strutture responsabili. Il piano è approvato dalla Giunta, previo parere della commissione consiliare competente, ed è oggetto di ampia diffusione; possono essere attivate forme di valutazione partecipata con cittadini e soggetti attuatori.
Interventi di prevenzione sociale, educazione e monitoraggio
La Regione promuove interventi per:
- rafforzare la prevenzione sociale verso aree e soggetti a rischio;
- riqualificare spazi pubblici mediante iniziative culturali ed educative;
- effettuare un monitoraggio biennale e un’analisi dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità organizzata, con attenzione ai settori economici più esposti e con possibile supporto di università lombarde e associazioni di categoria;
- contrastare le infiltrazioni criminali nel gioco d’azzardo, in coerenza con la normativa regionale sul gioco patologico;
- formare, informare e sensibilizzare operatori economici, polizia locale, amministrazioni locali e lavoratori, con particolare riferimento al personale del Servizio sanitario regionale, soprattutto su contratti e appalti pubblici.
Prevenzione della marginalità giovanile e sostegno a minori e famiglie
La Regione promuove intese e accordi di collaborazione con organi dello Stato, enti pubblici e privati, soggetti del Terzo settore ed enti religiosi per favorire:
- lo scambio di conoscenze e informazioni sui fenomeni criminali fin dalla giovane età;
- interventi che offrano alternative di vita concrete a minori provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o vittime della violenza mafiosa;
- il sostegno ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali.
Prevenzione dello sfruttamento lavorativo
La Regione promuove iniziative contro l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro ai sensi dell’art. 603-bis c.p., con particolare attenzione a settori ad alta vulnerabilità, tra cui:
- alberghiero;
- tessile;
- edilizia;
- logistica;
- agricoltura;
- servizi di cura;
- allevamento;
- altri settori caratterizzati da elevata instabilità occupazionale, inclusa la cosiddetta gig economy.
Sono previsti protocolli d’intesa con le amministrazioni statali competenti e la messa a disposizione delle banche dati regionali per supportare attività ispettive e di controllo.
Educazione alla legalità e Centri di promozione della legalità
La Regione sostiene i Centri di promozione della legalità (CPL), istituiti tramite convenzione con l’Ufficio scolastico regionale, come luoghi di raccordo tra i soggetti impegnati nell’educazione alla legalità. I CPL favoriscono:
- confronto nelle scuole con portatori di interessi;
- progettualità condivise con la comunità scolastica;
- collaborazioni territoriali e con il tessuto produttivo e imprenditoriale;
- esperienze formative nei settori più esposti a corruzione e infiltrazioni criminali.
La Regione promuove inoltre iniziative formative e informative, anche tramite PoliS-Lombardia, rivolte soprattutto a operatori degli enti locali, enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, enti senza scopo di lucro e operatori economici.
Tutela delle vittime e assistenza legale
Le misure di sostegno alle vittime di reato vengono rafforzate prevedendo assistenza non solo psicologica, ma anche legale. Il supporto può essere reso anche tramite il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato. Sono coinvolti, oltre agli enti locali, anche gli enti religiosi nelle iniziative di assistenza e solidarietà.
Rapporti con volontariato e associazionismo
Viene istituito un Elenco regionale degli enti operanti nel settore dell’educazione alla legalità e del contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa. Possono iscriversi organizzazioni di volontariato e associazioni che svolgano attività di:
- contrasto alle organizzazioni mafiose e alle loro infiltrazioni;
- solidarietà verso le vittime innocenti della criminalità organizzata e assistenza ai familiari;
- diffusione della cultura della legalità e contrasto al fenomeno mafioso;
- educazione alla legalità nelle scuole e nelle università;
- sostegno al riutilizzo dei beni confiscati;
- lotta alla corruzione.
Le organizzazioni iscritte devono presentare annualmente, entro il 31 gennaio, una relazione sulle attività svolte e le dichiarazioni sostitutive relative a casellario giudiziale e carichi pendenti. La mancata produzione dei documenti, la presenza di condanne o procedimenti penali dichiarati o la falsità delle attestazioni comportano la cancellazione dall’elenco.
Trasparenza, legalità e tracciabilità negli appalti pubblici
La Regione adotta misure per garantire legalità e trasparenza nelle procedure di affidamento di contratti e subcontratti pubblici e nella contabilità regionale, anche per assicurare indipendenza e terzietà nella nomina delle commissioni giudicatrici. La disciplina riguarda anche gli appalti connessi ai grandi eventi.
Per garantire la tracciabilità finanziaria, la Regione utilizza conti dedicati o altri strumenti idonei e realizza una piattaforma informatica per monitorare la filiera dei contratti e subcontratti tra stazione appaltante, aggiudicatari e affidatari. I dati sono pubblicati sui siti istituzionali e conservati per dieci anni dopo la rimozione dalla pubblicazione.
La Giunta regionale approva linee guida per la trasparenza e tracciabilità della fase esecutiva dei contratti pubblici, su proposta dell’Organismo regionale per le attività di controllo, che verifica i risultati dell’applicazione. Le disposizioni si applicano anche agli enti del sistema regionale, che sono sottoposti alla vigilanza della Giunta.
Razionalizzazione delle stazioni appaltanti
La Regione promuove la razionalizzazione e la qualificazione delle stazioni appaltanti, per superare la frammentazione organizzativa e migliorare trasparenza, regolarità, economicità e professionalizzazione nella gestione dei contratti pubblici. Sono previsti:
- monitoraggio annuale dell’uso degli strumenti messi a disposizione da Aria S.p.A.;
- promozione di protocolli d’intesa tra i soggetti aggregatori lombardi per coordinare gli acquisti centralizzati.
Beni confiscati: recupero, riuso sociale e pianificazione
La disciplina sui beni confiscati viene rafforzata con interventi di valorizzazione e riutilizzo sociale, anche a supporto degli enti locali e dell’ANBSC. La Regione può concedere contributi per:
- progetti di riuso e recupero;
- manutenzione straordinaria;
- restauro e risanamento conservativo;
- ristrutturazione edilizia;
- nuova costruzione, nei limiti necessari agli scopi perseguiti.
Sono inoltre previsti:
- convenzione con ANCI Lombardia per uno sportello di assistenza agli enti locali e alle associazioni assegnatarie;
- pubblicazione della mappatura geolocalizzata dei beni confiscati tramite sistema informativo dedicato;
- accordi formativi con università, ANBSC e ANCI Lombardia per il personale con competenze sui beni confiscati, anche aziendali.
All’inizio di ogni legislatura, entro sei mesi dall’insediamento della Giunta, viene adottato un Piano strategico di legislatura per i beni confiscati, aggiornato annualmente entro il 30 aprile. Entro tre mesi dall’insediamento della Giunta è anche costituito un tavolo di lavoro di supporto, e entro sei mesi una task force multidisciplinare per sviluppare progettualità di riutilizzo sociale, con possibili partenariati nazionali ed europei.
Usura e sovraindebitamento
Viene istituito, all’inizio di ogni legislatura, un Tavolo di lavoro per la prevenzione dell’usura e del sovraindebitamento, quale sede stabile di confronto tra Regione e soggetti pubblici e privati interessati. Il Tavolo svolge funzioni di impulso e supporto per:
- iniziative dei soggetti beneficiari dei contributi;
- campagne di sensibilizzazione e informazione;
- individuazione degli ambiti e delle modalità di intervento.
La Giunta disciplina composizione e funzionamento; la partecipazione può essere estesa tramite protocolli ad altri soggetti, tra cui Conferenza episcopale italiana, Guardia di finanza e Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. È inoltre prevista una piattaforma informatica di supporto, con raccolta dati e monitoraggio dei fattori di rischio, collegabile a banche dati di Camere di commercio, Unioncamere e associazioni/fondazioni antiracket e antiusura.
Parte civile nei procedimenti penali
Gli enti e le associazioni previsti dall’art. 91 c.p.p. e il Garante per le vittime di reato possono sollecitare la Giunta regionale a costituirsi parte civile nei casi previsti dalla legge regionale.
Disposizioni finanziarie
La legge quantifica specifiche spese solo per il periodo 2023-2024 e per l’esercizio 2023 in relazione a:
- monitoraggio biennale e analisi dei fenomeni di illegalità;
- azioni per l’educazione alla legalità;
- contributi per il recupero dei beni confiscati;
- formazione sui beni confiscati;
- attivazione della piattaforma informatica per il Tavolo sull’usura.
Per le altre modifiche è dichiarata l’assenza di oneri finanziari aggiuntivi per il bilancio regionale. Per gli esercizi successivi al 2024, la copertura avviene con la legge annuale di bilancio.
Decorrenza e attualità della disciplina
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione. Si tratta di una disciplina ancora attuale, destinata a incidere sulla normativa regionale lombarda in materia di legalità, appalti, beni confiscati, usura e prevenzione della criminalità organizzata.
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