Cassazione Penale, Sentenza n. 38679/2025 del 01/12/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso il rigetto del riesame della misura cautelare: il difensore ha dedotto manifesta illogicità della motivazione e violazione di legge per avere il Tribunale del Riesame ritenuto sussistenti i gravi indizi per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa (art.416-bis c.p.), mentre, a suo avviso, i fatti (essere tramite tra il capo e altri sodali, svolgere la funzione di autista in più occasioni, mettere a disposizione un parcheggio, ricevere confidenze e chiedere l'intervento del capo per risolvere controversie) costituiscono al massimo favoreggiamento personale aggravato (art.378 c.2), essendo episodici e privi della stabilità, continuità e della consapevole adesione al sodalizio richieste per il reato associativo.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato; ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Palermo ai sensi dell'art.309 co.7 c.p.p. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata non abbia motivato in modo congruo e logico la sussistenza dei gravi indizi in relazione agli elementi distintivi del delitto associativo: non sono state spiegate la stabilità e la continuità della messa a disposizione, l'inserimento organico nell'associazione, l'incidenza causale delle condotte sul rafforzamento del sodalizio, né l'elemento soggettivo (consapevolezza e volontà di far parte dell'associazione). La decisione non determina la remissione in libertà automatica; è disposta la trasmissione del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art.94 comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Norma sul reato di associazione di tipo mafioso: richiede un contributo stabile, organico e diretto al rafforzamento del sodalizio; la Corte ha ricordato che è necessario dimostrare la stabile inserzione nella struttura organizzativa e la volontà di partecipare alla vita associativa
art. 378 cod. pen.
comma 2 (favoreggiamento personale, eventuale aggravante)
Delitto di favoreggiamento personale: caratterizzato da aiuto episodico a un associato per eludere investigazioni o per assicurarsi profitti, senza contribuire all'esistenza o rafforzamento dell'associazione; la Corte ha valutato che le condotte contestate potessero rientrare in questa ipotesi se non adeguatamente provata la stabilità
art. 311 c.p.p.
Norma che disciplina il ricorso per cassazione contro ordinanze, invocata come titolo processuale del gravame; il ricorso è stato proposto ai sensi di tale articolo
art. 606 c.p.p.
Motivi di ricorso per cassazione invocati (vizio di motivazione per manifesta illogicità e violazione di legge)
artt. 125, 273, 292 c.p.p.
Norme processuali citate nel ricorso relative a prova, motivazione e nullità; il ricorso ha richiamato tali disposizioni in riferimento alla valutazione delle fonti probatorie e alla motivazione del Tribunale del Riesame
art. 173 disp. att. c.p.p.
Richiama i limiti di enunciazione del motivo in cassazione (sintesi nei limiti necessari per la motivazione)
art. 99 c.p.
recidiva infraquinquennale
Richiamata in fatto per la qualificazione della posizione di alcuni indagati; riguarda effetti della recidiva sulla pena
artt. 102 e 103 c.p.
Riferimenti statutari sullo stato di 'delinquente abituale' evocati negli atti d'indagine, non decisivi nella pronuncia di cassazione ma parte del quadro fattuale
art. 417 c.p.
Riferimento alla possibilità di applicazione di misure di sicurezza; citata nella ricostruzione delle condizioni personali degli indagati
art. 309 co. 7 c.p.p.
Disposizione che regola la competenza in caso di annullamento con rinvio: la Cassazione ha rinviato al Tribunale di Palermo per nuovo esame
art. 94 comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Norma che impone l'obbligo di trasmettere il provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario quando la Cassazione annulla provvedimenti cautelari senza decidere sulla libertà; la Corte ha disposto l'adempimento
Massime di principio
- Distinguere rigorosamente partecipazione mafiosa da favoreggiamento: l'associazione mafiosa richiede stabilità, continuità e un contributo organico al sodalizio; il favoreggiamento è caratterizzato da supporti episodici a singoli affiliati.
- Per qualificare la condotta come partecipazione associativa servono elementi che dimostrino ruolo, ripetizione sistematica di funzioni (anche generiche), prolungata messa a disposizione e incidenza causale sul rafforzamento dell'associazione.
- Il giudice che sostiene l'esistenza di gravi indizi deve motivare esplicitamente come la frequenza, la durata e la natura delle condotte sostengano la tesi della stabilità e dell'inserimento organico nella struttura criminale.
- L'elemento soggettivo è cruciale: bisogna provare la coscienza e la volontà di far parte dell'associazione, non solo la conoscenza o il contatto con affiliati; conversazioni e comportamenti devono essere interpretati con argomentazioni logiche e non per deduzioni negative.
- Condotte di supporto logistico o servizi (autista, prestito di luoghi, tramite per incontri) possono essere indizi rilevanti solo se inserite in un quadro di ripetizione, continuità e collegamento funzionale con il programma criminoso del sodalizio.
- La mera assenza di rifiuto a richieste del capo non costituisce di per sé prova della volontaria adesione all'associazione; è necessario un complesso probatorio che mostri adesione attiva e continuativa.
- Se la motivazione del giudice di merito è carente nella spiegazione del nesso causale tra le condotte e il rafforzamento dell'associazione, la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo esame.
- L'annullamento dell'ordinanza cautelare in Cassazione non comporta automaticamente la liberazione: occorrono i provvedimenti conseguenti e la comunicazione prevista per l'istituto penitenziario.
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