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Sentenza

Sentenza n. 6602/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202403594

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della domanda di verifica della sussistenza delle quote per la conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del 12 febbraio 2024, relativo alla conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato ai sensi dell’art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998. Ha dedotto: A) violazione dell’art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998, sostenendo di avere diritto alla conversione; B) violazione dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990; C) violazione del legittimo affidamento, in ragione del tempo trascorso tra la presentazione dell’istanza e la decisione; D) violazione del sopravvenuto d.l. n. 20/2023, assumendo che l’amministrazione avrebbe dovuto verificare la disponibilità di quote previste dai successivi decreti flussi, incluso quello relativo al 2023. L’amministrazione ha evidenziato che, con riferimento all’istanza presentata il 26 settembre 2022, per la provincia di Roma erano state assegnate 118 quote, di cui soltanto 8 per la conversione dei permessi stagionali, già esaurite il 28 gennaio 2022 alle ore 14:11, e comunque precedenti richieste ancora da evadere avrebbero impedito l’accoglimento anche mediante il riferimento a quote successive.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure relative alla violazione dell’art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998 e del d.l. n. 20/2023, poiché al momento della domanda non risultavano quote disponibili e permanevano richieste anteriori da evadere, circostanza ostativa anche rispetto all’eventuale utilizzo di quote riferite a decreti flussi successivi. Ha respinto anche la censura relativa all’art. 10-bis della l. n. 241/1990, qualificando l’attività amministrativa come vincolata e applicando l’art. 21-octies, comma 2, della medesima legge sui vizi non invalidanti. È stata inoltre esclusa la violazione del legittimo affidamento, non essendo stati adottati provvedimenti ampliativi né poste in essere condotte dell’amministrazione univocamente favorevoli al ricorrente. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 24, comma 10, d.lgs. n. 286/1998

    Il lavoratore stagionale, che ha svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi, al quale è offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, può chiedere allo sportello unico per l’immigrazione la conversione del permesso di soggiorno in lavoro subordinato, nei limiti delle quote di cui all’art. 3, comma 4.

    La conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato è consentita soltanto nei limiti delle quote disponibili; l’esaurimento delle quote e la presenza di domande anteriori impediscono l’accoglimento dell’istanza.

  • art. 3, comma 4, d.lgs. n. 286/1998

    Le quote previste dai decreti flussi costituiscono il limite quantitativo entro il quale può essere esercitata la facoltà di conversione prevista dall’art. 24, comma 10.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    La mancata comunicazione dei motivi ostativi non determina l’annullamento del provvedimento quando l’attività amministrativa è vincolata e il contenuto dell’atto non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 21-octies, comma 2, l. n. 241/1990

    Il vizio derivante dalla violazione di una regola procedimentale non comporta l’annullabilità del provvedimento vincolato se l’amministrazione dimostra che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.

  • d.l. n. 20/2023

    La normativa sopravvenuta relativa ai successivi decreti flussi non impone l’accoglimento della domanda quando non vi siano quote utilizzabili e risultino comunque domande anteriori da evadere.

Massime di principio

  • La conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, prevista dall’art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998, è subordinata alla disponibilità delle quote stabilite dai decreti flussi e non può essere riconosciuta quando le quote pertinenti siano esaurite al momento della domanda.
  • Ai fini dell’accesso alle quote per la conversione, l’ordine cronologico di presentazione delle istanze può costituire criterio ostativo all’accoglimento delle domande successive quando risultino ancora da esaminare richieste anteriori.
  • La sopravvenienza di nuovi decreti flussi non impone di per sé la riconsiderazione favorevole di una domanda di conversione, quando le quote successive non siano concretamente utilizzabili per la presenza di domande anteriori o per l’assenza di disponibilità.
  • Quando l’amministrazione esercita un’attività vincolata e risulta dimostrato che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso, la violazione dell’art. 10-bis della l. n. 241/1990 non determina l’annullabilità dell’atto ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, della stessa legge.
  • Il mero decorso del tempo nella definizione di un’istanza non genera legittimo affidamento se l’amministrazione non ha adottato provvedimenti ampliativi né ha tenuto condotte univocamente orientate a prefigurare l’accoglimento della domanda.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiLegittimo affidamentoPartecipazione procedimentaleVizi formali non invalidantiDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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