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Ordinanza

Ordinanza n. 893/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di rigetto prot. n. 0030677 del 04/03/2026, notificato in pari data, con il quale lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Caserta ha respinto l'istanza di conversione del permesso di soggiorno del ricorrente da lavoro stagionale a lavoro subordinato, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ivi compresi il preavviso di rigetto del 28/01/2026 e la nota dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro del 12/02/2026, richiamata nel provvedimento finale;

Giustizia amministrativa202601513

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, unitamente al preavviso di rigetto e al parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Caserta che ha respinto la richiesta di conversione del permesso di soggiorno. Il diniego, già anticipato nel preavviso ex art. 10-bis l. 241/1990, si fondava esclusivamente sul parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, secondo cui il datore di lavoro non avrebbe dimostrato una capacità reddituale sufficiente a sostenere l'assunzione. Sono stati dedotti il difetto di istruttoria, l'erronea valutazione dei presupposti e la manifesta illogicità, evidenziando che l'Amministrazione non avrebbe adeguatamente considerato la documentazione prodotta nel procedimento, tra cui la dichiarazione IVA relativa al 2023, attestante un volume d'affari di euro 6.545.167,00, nonché l'effettività del rapporto di lavoro formalizzato mediante comunicazione obbligatoria UniLav del 09/01/2025 e gli elementi di radicamento sociale e lavorativo del richiedente. È stato inoltre contestato che il giudizio di insufficienza economica fosse fondato su un calcolo non esplicitato, indicato come effettuato "al netto degli acquisti", e su una motivazione apodittica, priva di un confronto analitico con i dati documentali di segno contrario.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai fini del riesame. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto che, in sede di esame sommario, il diniego apparisse viziato da difetto di istruttoria, erronea valutazione dei presupposti e manifesta illogicità. In particolare, la valutazione negativa dell'Amministrazione sembrava basarsi esclusivamente sul parere dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro e su un calcolo non esplicitato, senza un'analisi dettagliata e comprensibile della dichiarazione IVA e degli altri elementi prodotti dal ricorrente. Il giudice ha rilevato che l'eventuale inattendibilità della dichiarazione reddituale o incapacità economica del datore di lavoro deve risultare da uno specifico e motivato accertamento e che la valutazione amministrativa non può tradursi in un automatismo o in una presunzione non adeguatamente spiegata. Quanto al periculum in mora, ha ravvisato un pregiudizio grave e irreparabile, poiché il diniego avrebbe impedito la prosecuzione dell'attività lavorativa e inciso sulla regolare permanenza del ricorrente in Italia e sul suo percorso di integrazione. Ha quindi sospeso l'efficacia del provvedimento impugnato, ordinando all'Amministrazione di riesaminare l'istanza alla luce dei principi espressi nell'ordinanza. La trattazione di merito è stata fissata alla seconda udienza pubblica di gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto costituisce l'atto procedimentale nel quale erano già state anticipate le ragioni del diniego, fondate sul parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare richiesta dal ricorrente; il TAR ha ritenuto sussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora e ha sospeso l'efficacia del provvedimento, disponendo il riesame.

Massime di principio

  • Nel procedimento di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato, il giudizio sulla capacità economica del datore di lavoro deve fondarsi su un'istruttoria completa e su una motivazione specifica, comprensibile e analitica.
  • Quando l'Amministrazione ritenga inattendibile una dichiarazione reddituale o insufficiente la capacità economica del datore di lavoro, non può limitarsi a un'affermazione apodittica o a un calcolo non esplicitato, ma deve illustrare le ragioni del giudizio e confrontarle con la documentazione prodotta dall'interessato.
  • La valutazione amministrativa in materia di immigrazione non può operare mediante automatismi fondati su elementi non chiaramente esplicitati, dovendo considerare complessivamente i dati relativi all'effettività del rapporto di lavoro e al radicamento sociale e lavorativo dello straniero.
  • In sede cautelare, il rischio che il diniego di conversione impedisca la prosecuzione dell'attività lavorativa e comprometta la regolare permanenza e il percorso di integrazione dello straniero può integrare un pregiudizio grave e irreparabile ai fini dell'art. 55 c.p.a.
  • Quando il provvedimento di diniego presenta carenze istruttorie e motivazionali suscettibili di incidere sulla valutazione dei requisiti, la tutela cautelare può essere accordata mediante sospensione dell'atto e ordine all'Amministrazione di riesaminare l'istanza.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

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