Sentenza n. 1569/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del decreto ingiuntivo n. 226/2024 del Tribunale di Crotone, divenuto definitivamente esecutivo
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l’ottemperanza al decreto ingiuntivo con cui il Tribunale di Crotone aveva condannato il Comune al pagamento di € 112.192,86, oltre interessi moratori sulle fatture, ulteriori interessi maturati, interessi anatocistici nei limiti di legge, € 15.040,00 a titolo risarcitorio e spese processuali, per un importo complessivo indicato nel titolo in € 163.874,84 oltre accessori. Il decreto ingiuntivo, notificato il 27 novembre 2024, non è stato opposto ed è divenuto definitivamente esecutivo. La ricorrente ha dedotto l’inadempimento del Comune, chiedendo l’adozione delle misure necessarie per dare integrale esecuzione al giudicato. Il Comune non si è costituito e non ha fornito prova dell’avvenuto adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il decreto ingiuntivo costituiva un titolo giudiziale passato in giudicato e che il Comune aveva l’obbligo di adempiere integralmente alla pretesa creditoria, senza aver dimostrato l’esecuzione del titolo. Ha quindi dichiarato l’obbligo del Comune di Castelsilano di provvedere, entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza, al pagamento delle somme indicate nel decreto ingiuntivo, al netto di quanto eventualmente già corrisposto, compresi interessi e spese. Per l’eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il segretario comunale di San Giovanni in Fiore, con facoltà di delega, assegnandogli 60 giorni decorrenti dall’istanza della ricorrente successiva alla scadenza del termine concesso al Comune. Il compenso del commissario sarà liquidato con separato decreto e posto a carico dell’amministrazione inadempiente. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in € 2.852,00, oltre contributo unificato, spese generali, IVA, CPA e ulteriori spese documentate per l’instaurazione del giudizio.
Norme richiamate
artt. 112 ss. c.p.a.
Consentono di ottenere l’esecuzione del giudicato e impongono all’amministrazione di conformarsi integralmente al comando contenuto nel titolo giudiziale.
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice può dichiarare l’obbligo dell’amministrazione di eseguire il giudicato e adottare misure sostitutive, compresa la nomina di un commissario ad acta.
art. 5 d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231
È richiamato dal decreto ingiuntivo quale parametro per la determinazione degli interessi moratori dovuti sulle fatture sino al saldo.
art. 6, comma 2, d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231
È richiamato dal decreto ingiuntivo quale fondamento della somma liquidata a titolo risarcitorio.
art. 1283 c.c.
È richiamato dal titolo esecutivo per la debenza degli interessi anatocistici sugli interessi moratori scaduti da almeno sei mesi, nei limiti indicati nel decreto.
Massime di principio
- Il giudicato derivante da un decreto ingiuntivo non opposto costituisce titolo suscettibile di esecuzione mediante giudizio di ottemperanza nei confronti dell’amministrazione obbligata.
- Nel giudizio di ottemperanza, l’amministrazione deve dimostrare di avere integralmente eseguito il comando giudiziale; in mancanza di tale prova, sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda.
- Il giudice dell’ottemperanza può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e, in caso di ulteriore inerzia, nominare un commissario ad acta incaricato dell’esecuzione sostitutiva.
- L’esecuzione del giudicato comprende tutte le somme stabilite dal titolo, inclusi capitale, interessi e spese, al netto degli importi eventualmente già corrisposti.
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