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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16883/2025 del 06/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando il rigetto da parte del giudice dell'esecuzione della richiesta di riconoscimento della continuazione ex art. 81 c.p. Tra le conseguenze accessorie, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina del reato continuato ex art. 81 c.p. tra i reati oggetto di tre diverse sentenze emesse dal Tribunale di Pisa, dal GIP del Tribunale di Lucca e dal Tribunale di Firenze, due delle quali confermate in appello. Nel ricorso è stato dedotto vizio di motivazione, sostenendo che il giudice dell'esecuzione avrebbe omesso di considerare gli indici rivelatori dell'unicità del disegno criminoso. La censura, tuttavia, è stata ritenuta generica e manifestamente infondata, perché il giudice aveva già valorizzato: la natura estemporanea delle condotte, non programmate ma frutto di volizione occasionale; la diversità dei luoghi di commissione dei fatti; la diversità delle modalità esecutive; e l'impossibilità di inferire un progetto criminoso unitario dalla sola identità di alcuni titoli di reato e dalla vicinanza temporale, elementi ritenuti semmai indicativi di una tendenza a delinquere e non della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    La continuazione richiede l'emersione di indici sintomatici di un medesimo disegno criminoso; non è sufficiente la mera vicinanza temporale dei fatti o l'identità di alcuni titoli di reato, se le condotte appaiono estemporanee e eterogenee per luoghi e modalità.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo cause di esonero, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074 - 01

    Richiamata come precedente conforme sui criteri per l'accertamento dell'unicità del disegno criminoso ai fini della continuazione.

  • Sez. 1, n. 13971 del 30/3/2021, di Serio, n.m.

    Richiamata come precedente conforme sui criteri per l'accertamento dell'unicità del disegno criminoso ai fini della continuazione.

  • Sez. 1, n. 39222 del 26/02/2014, B, Rv. 260896 - 01

    Richiamata come precedente conforme sui criteri per l'accertamento dell'unicità del disegno criminoso ai fini della continuazione.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione ex art. 81 c.p., il giudice dell'esecuzione deve verificare se vi siano concreti indici sintomatici di un unico disegno criminoso, non potendo arrestarsi alla sola prossimità cronologica dei fatti o alla ripetizione dello stesso titolo di reato.
  • La diversità dei luoghi di commissione, delle modalità esecutive e la natura estemporanea delle condotte sono elementi compatibili con una tendenza a delinquere, ma non bastano, di per sé, a dimostrare la programmazione unitaria richiesta per la continuazione.
  • Il vizio di motivazione non sussiste quando il provvedimento impugnato dia conto in modo coerente delle ragioni per cui gli elementi allegati non consentono di riconoscere l'unicità del disegno criminoso.
  • Nel giudizio di legittimità, censure generiche contro la valutazione del giudice di merito in tema di continuazione sono suscettibili di essere qualificate come manifestamente infondate e determinare l'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneImpugnazioniReati ostativi
RamiParte generaleProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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