Sentenza del 11/04/2020 n. 117 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'iscrizione a ruolo (cartella esattoriale) per diritti di prelievo agricolo relativi all'esercizio 1992 per lire 582.540. La ricorrente deduceva l'illegittimità dell'iscrizione a ruolo sia per l'inidoneità originaria del titolo (nonostante una sentenza che aveva rigettato l'opposizione ad ingiunzione doganale) sia per la sopravvenuta estinzione della pretesa amministrativa a seguito della legge interpretativa 19 luglio 1988, n. 308, che avrebbe impedito la riscossione delle differenze dei prelievi per operazioni effettuate fino al 10 settembre 1976.
La decisione
Le Sezioni Unite hanno riunito i ricorsi, ma si sono limitate a decidere la questione di giurisdizione: hanno rigettato il ricorso incidentale del Ministero soltanto nella parte in cui ne chiedeva l'accoglimento (ossia non hanno accolto la tesi di difetto di giurisdizione), dichiarando che, alla data di proposizione del ricorso (1992), l'art. 11, comma 5, del D.L. 13 maggio 1991, n. 151 (e il richiamo all'art. 67 del D.P.R. n. 43/1988) attribuivano alle commissioni tributarie la giurisdizione per i ricorsi avverso i ruoli formati per le somme indicate, ivi compresi i diritti doganali. Hanno pertanto confermato la competenza delle commissioni tributarie e rimesso gli atti al Primo Presidente per assegnazione a una sezione semplice che deciderà anche sulle spese. Le Sezioni Unite non hanno invece deciso sul merito della pretesa tributaria né sull'effetto della legge n. 308/1988 sul singolo ruolo.
Norme richiamate
D.L. 13 maggio 1991, n. 151, art. 11, comma 5
"Il ricorso contro il ruolo formato ai sensi dell'art. 67, comma 2 lett. a) del D.P.R. n. 43 del 1988 ... va proposto davanti alle commissioni tributarie."
Attribuisce alle commissioni tributarie la giurisdizione per i ricorsi avverso i ruoli formati in base all'art. 67 DPR 43/1988, senza distinguere tra le diverse categorie di tributi ivi elencate.
D.P.R. 28 gennaio 1988, n. 43, art. 67
Disciplina la formazione del ruolo per la riscossione coattiva da parte dei concessionari e include espressamente i diritti doganali fra le somme soggette a iscrizione a ruolo; dunque identifica il contenuto del ruolo cui si riferisce l'art. 11 del D.L. 151/1991.
Legge interpretativa 19 luglio 1988, n. 308, art. 1 (ultimo comma)
"Conseguentemente l'Amministrazione finanziaria non procede alla riscossione delle differenze dei suddetti prelievi ed imposizioni derivanti da operazioni doganali poste in essere fino al 10 settembre 1976 compreso"
La ricorrente sosteneva che la norma annullasse la pretesa dell'Amministrazione; la Corte osserva che, pur essendo norma interpretativa, può avere carattere 'novativo' e non travolgere situazioni consolidate e giudicati già formatisi.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 2, comma 1
Richiamato dal Ministero per sostenere una diversa delimitazione di giurisdizione, ma la Corte afferma che la giurisdizione si determina con la legge vigente al momento della proposizione della domanda (art. 5 c.p.c.), perciò la norma previgente (D.L. 151/1991) è determinante per il caso di specie.
Codice di procedura civile, art. 5
Principio per cui giurisdizione e competenza si determinano con riguardo alla legge vigente e allo stato di fatto al momento della proposizione della domanda; applicato per definire la competenza delle commissioni tributarie alla data del ricorso (1992).
Altre norme menzionate
Riferimenti normativi (abrogazioni e modifiche successive: art. 71 D.Lgs. n. 546/1992, art. 80 comma 2 D.Lgs. n. 546/1992, art. 42 D.Lgs. n. 545/1992, D.L. n. 403/1995, D.L. 8 agosto 1996 n. 437, D.Lgs. 26 febbraio 1999 n. 46) sono richiamati per ricostruire l'evoluzione legislativa e per sottolineare che la normativa deve essere interpretata secondo il testo vigente alla data di proposizione del ricorso.
Massime di principio
- La competenza per i ricorsi avverso l'iscrizione a ruolo si determina in base alla legge vigente al momento della proposizione del ricorso: occorre verificare quale disciplina fosse in vigore a quella data (art. 5 c.p.c.).
- Quando una norma specifica (es. art. 11, comma 5 D.L. 151/1991 in relazione all'art. 67 DPR 43/1988) assegna i ricorsi contro il ruolo alle commissioni tributarie, tali commissioni sono competenti anche per i ruoli relativi a diritti doganali, salvo diversa disposizione espressa e vigente al momento della domanda.
- Le commissioni tributarie, pur avendo in linea di principio un controllo sulle formalità e sulla regolarità della formazione del ruolo e sugli atti successivi, possono esaminare questioni di merito che incidono sull'idoneità del titolo a formare il ruolo (per esempio nullità o estinzione del credito), se tali questioni sono dedotte dal ricorrente come rilevanti per la validità del ruolo.
- Una legge interpretativa può avere natura novativa e non opera retroattivamente nel senso di sovvertire situazioni consolidate e giudicati già formatisi; dunque non sempre elimina i diritti già accertati da una sentenza passata in giudicato.
- Se l'esistenza del credito è già stata definitivamente accertata con giudicato favorevole all'Amministrazione, è difficoltoso per il contribuente ottenere l'estinzione del titolo tramite successiva legge interpretativa; la questione va valutata con attenzione sul piano sostanziale, ma la giurisdizione per contestare il ruolo può rimanere tributaria se la legge lo prevede.
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