Cassazione Penale, Sentenza n. 40006/2022 del 21/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per tentata estorsione, rapina aggravata e lesioni aggravate per presunte minacce e aggressione volte a farsi consegnare somme di denaro e all'appropriazione di un telefono cellulare. Il ricorrente deduceva: (i) travisamento e vizio di motivazione nella conferma della responsabilità per estorsione, lamentando che alcune testimonianze (in particolare Grimaldi e Obocereanu) non avrebbero riferito richieste di denaro o conoscenza dei rapporti tra offeso e datore di lavoro; (ii) travisamento della testimonianza Grimaldi con riferimento alla rapina, cioè alla presenza contemporanea degli imputati al momento della sottrazione del telefono; (iii) omessa motivazione sul riconoscimento della recidiva contestata in appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I primi due motivi sono stati ritenuti inammissibili perché si risolvevano in una richiesta di revisione del compendio probatorio, materia non sindacabile in sede di legittimità, e perché il ricorrente non ha rispettato il principio di autosufficienza non allegando integralmente le prove (testimonianza del Grimaldi) asseritamente travisate; inoltre la presunta discrepanza di Obocereanu riguardava aspetti marginali. Il terzo motivo è risultato inammissibile perché la censura sul riconoscimento della recidiva era generica e non specificata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 165-bis, comma 2 disp. att. c.p.p.
L'introduzione della disciplina non elimina l'obbligo di autosufficienza del ricorso per Cassazione: chi denuncia un travisamento deve indicare puntualmente gli atti travisati e provvedere alla loro allegazione o delega alla cancelleria.
art. 616 c.p.p.
Norma che permette di liquidare in favore della Cassa delle ammende una somma a carico del ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per il versamento di euro 3.000,00.
principio di autosufficienza del ricorso e giurisprudenza consolidata (Sez. 6 n. 13809/2015; Sez. 2 n. 35164/2019; Sez. 3 n. 10709/2014)
La Cassazione non può riesaminare il merito delle valutazioni probatorie: può valutare solo la coerenza logica della motivazione e l'aderenza alle fonti di prova. Se si denuncia un travisamento della prova, il ricorrente deve allegare gli atti travisati o indicarne la decisività; motivi generici o non documentati sono inammissibili.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è competente per una rivalutazione del merito probatorio: contestazioni che richiedono una nuova valutazione delle prove sono inammissibili.
- Chi reca come doglianza il 'travisamento' di una prova deve attenersi al principio di autosufficienza: indicare esattamente quali atti si ritengono travisati e allegarli (o richiederne l'allegazione), altrimenti il motivo è inammissibile.
- Le contestazioni generiche (es. obiezioni non specifiche sul riconoscimento della recidiva) non sono idonee a fondare un ricorso per cassazione e saranno dichiarate inammissibili.
- In caso di inammissibilità del ricorso il Cassazione può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e ad una somma a favore della Cassa delle ammende: è quindi rischioso proporre ricorsi vaghi o non documentati.
- Per impugnazioni efficaci in casi analoghi: specificare e documentare puntualmente le omissioni o le contraddizioni da censurare, dimostrare la decisività dell'elemento contestato e allegare le prove processuali rilevanti.
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